Aiuti ai commercianti, scontro aperto a Terzigno. «Gli atti sono da rifare»

Andrea Ripa,  

Aiuti ai commercianti, scontro aperto a Terzigno. «Gli atti sono da rifare»

Neanche il tempo di pubblicare la delibera per la concessione di aiuti alle imprese in crisi che a Terzigno – che per sei mesi ha atteso questo provvedimento del Comune – è già scoppiata la polemica. Oltre a qualche commerciante, un tempo vicino alla maggioranza del sindaco Ranieri e oggi distante anni luce dalle trattative politiche che si tengono all’interno delle stanze al secondo piano del municipio di via Gionti, a contestare fortemente il provvedimento, illustrato dall’assessore Vincenzo Guerriero giorni fa, è anche la politica. Stefano Pagano, ex sindaco facente funzioni e oggi «paladino» degli esercenti in crisi – non foss’altro per il fatto che da mesi chiede l’attivazione degli aiuti -, ha fortemente criticato l’atto con cui l’amministrazione prova a sbloccare aiuti (un tesoretto di 80mila euro per contributi di 500 euro alle attività che ne faranno richiesta). «Troppi vincoli,  troppi paletti. Non solo gli aiuti sono insufficienti a venire incontro alle esigenze della categoria, ma con il bando che il Comune ha pronto da realizzare resterebbero fuori centinaia di attività commerciali. Che hanno subìto una forte crisi a causa dell’emergenza Covid dell’ultimo anno. Basti pensare agli ambulanti o ai titolari delle attività ristorative». Una protesta che s’alza nei giorni in cui parte la lente ripresa dopo i mesi difficili legati alle dure restrizioni della zona rossa. «I soldi andranno solo a chi ha avuto un decremento degli incassi superiore al 25% per l’anno 2020 rispetto all’anno 2019. – dice Pagano – Chi ha fatturato già poco non accederà ad alcuna graduatoria». Ma non c’è solo questo, al centro della questione ci sono anche i fondi messi a disposizione da parte dell’amministrazione comunale: solo ottantamila euro, come annunciato dal primo cittadino a novembre scorso. «Troppo pochi. Abbiamo ricevuto 400mila euro per ristorare le attività in difficoltà. Abbiamo messo appena il 20%. Numeri che non ci permetteranno di dare un supporto alle attività commerciali. Con questi fondi solo 160 esercenti, ammesso che abbiano i requisiti, potranno ricevere un aiuto di appena 500 euro. A Terzigno ci sono mille attività, tra negozianti e imprese autonome come gli ambulanti. Il nostro Comune darà sostegno ad appena il 10%. Non si può pensare di abbandonare la restante parte», conclude il leader di Forza Italia che nei mesi ha portato avanti la crociata per lo sblocco immediato dei bonus a chi è stato costretto a chiudere i battenti da un giorno all’altro nei mesi più duri dell’emergenza sanitaria. «Sono atti completamente da rifare, anche perché parliamo di contributi straordinari. Mettere paletti così stringenti, come quelli adottati dal Comune non farà altro che lasciare fuori intere categorie di lavoratori». Parole ribadite anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale, quello in cui l’annuncio per le misure è stato dato dal primo cittadino. Tuttavia quello di Pagano non è l’unico affondo a un provvedimento che ha scontentato in tanti. Molte attività commerciali del territorio sembrano intenzionate a chiedere chiarimenti all’amministrazione o meglio al gruppo di funzionari che avrà l’onere – e il “premio” – di controllare tutte le domande che nelle prossime settimane – s’attende ancora il bando – saranno presentate.

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