La forza di Antonio, Maria e Pasquale: «Noi vaccinati, vogliamo abbracciare i nipoti»

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La forza di Antonio, Maria e Pasquale:  «Noi vaccinati, vogliamo abbracciare i nipoti»

«Ho chiuso gli occhi prima di fare il vaccino, la paura era tanta. Soprattutto dopo le voci su AstraZeneca. Ma se per tornare ad abbracciare i miei nipoti bisogna farlo, non posso tirarmi indietro».

La voce di Antonio è una delle tante che vengono fuori dal nuovo centro vaccinale di Palma Campania, inaugurato ieri mattina e aperto solo per le somministrazioni agli over 60.

In coda, tra chi decide di farsi iniettare il vaccino, poche persone. I più spaventati chiedono consiglio al medico. In tanti rinunciano, molti neanche si presentano al centro di via Novesche.

Poi c’è chi come Antonio. O come il signor Bonaventura (nella foto al centro della pagina) di San Giuseppe Vesuviano, sua moglie, e la signora Sepe che decidono di affrontare l’ignoto. E le proprie paure. «Certo, le voci su questo tipo di vaccino ci hanno spaventato tanto. Si sente parlare tanto, ma è stato meglio così», dice uno dei pochi anziani che alle 10 sono già nella sala post-vaccini. «Quest’anno di pandemia è stato terribile, ricordo i mesi difficili di quando si scendeva di casa soltanto per fare la spesa. Poi i bollettini, ogni volta che qualche conoscente moriva per il Covid era sempre un colpo al cuore. E in questi dodici mesi ce ne sono stati tanti che se ne sono andati». Le parole del signor Bonaventura, arrivato dal Villaggio Vesuvio, squarciano il muro della paura davanti a cui molti si sono fermati prima di oltrepassare le porte del nuovo centro vaccini. Vicino a lui c’è sua moglie, anche lei vaccinata dall’equipe medica della dottoressa Caporale. «Speriamo di non avere conseguenze, ho una figlia che ha avuto qualche linea di febbre dopo il vaccino», dice. Segno che la paura c’è ancora. E sarà compagna dei prossimi giorni. «Io avevo proprio timore. Non solo di Astrazeneca, ma di tutti i vaccini. Le mie nipoti mi hanno detto che andava fatto. E mi sono convinta. Dobbiamo stare sempre attenti», aggiunge la signora Sepe seduta qualche posto più in là. Attende il via libera dei medici per tornare a casa, al collo ha un lungo Rosario. «La Madonna ci aiuterà, questa è una guerra». Che sia una guerra ne sono con- vinti anche i medici del centro vaccinale. Dal responsabile del Distretto 52, il dottor Francesco Lettiero, alla dottoressa Caporale, a cui è affidato il coordinamento della struttura.

«Dobbiamo potenziare il numero di hub vaccinali su questo territorio che comprende circa 130mila residenti, oltre centomila fanno parte del popolo dei vaccinabili. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a mille somministrazioni al giorno, così da concludere il programma anti-Covid già entro l’estate. Possiamo farcela, anche perché presto aprirà una struttura a Terzigno. E siamo in discussione anche per individuare una sede a San Giuseppe Vesuviano», commenta Lettiero. Ad oggi sono circa 7000 le persone che hanno ricevuto la prima dose calcolando le strutture di Poggiomarino e Ottaviano, in tutte l’area vesuviana sono circa dodicimila (poco più del 10% del totale). «Cerchiamo di raggiungere l’immunità di gregge quanto prima», aggiunge la responsabile dell’hub palmese.

All’inaugurazione del centro vaccinale di via Novesche erano presenti anche i vertici del Comune di Palma Campania.

«Era molto importante per noi avere un edificio sul territorio per continuare nella campagna contro questo male invisibile.

La sinergia tra Asl e amministrazione ha funzionato bene, ora possiamo dare un segnale di speranza a tutta la nostra comunità», le parole del presidente del consiglio comunale, Maria Giovanna Peluso.

Inaugurato ieri il Punto Vaccinale di Palma Campania

Prima dose a un settantenne di San Giuseppe Vesuviano

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