Il commerciante 93enne di Pompei: “Covid, peggio della guerra”

Salvatore Piro,  

Il commerciante 93enne di Pompei: “Covid, peggio della guerra”

POMPEI – “Questa pandemia ha fatto più danni della Seconda Guerra Mondiale. E io, credetemi, la guerra l’ho vissuta per davvero”. Mario Falanga ha 93 anni, ma lo spirito e la mente lucidissima per raccontare la sua storia: è l’anima del commercio di Pompei, la vera e propria memoria storica della città, il primo a ottenere una licenza per gestire un chiosco, il celebre Chalet Scavi, che dal 1942 resta sempre al proprio posto. Dove? In piazza Esedra, fronte ingresso Parco archeologico. “Ero in piazza a lavorare anche durante la Guerra” prosegue Mario, voce calma, fredda e rassicurante, maglioncino e maniche di camicia perfettamente abbinate “ma i danni economici provocati dalla pandemia da Covid, per i commercianti, sono stati addirittura più gravi”. Ieri, gli Scavi di Pompei hanno riaperto al pubblico. Eppure l’unico chiosco che, in piazza Esedra, ha alzato la serranda, è stato l’antichissimo Chalet della famiglia Falanga. “Abbiamo voluto fornire, anche agli altri imprenditori cittadini, un segnale di speranza e di ottimismo.

Ma è chiaro che senza l’arrivo degli stranieri gli incassi sono quasi pari a zero” prosegue la memoria storica del commercio di Pompei. Al suo fianco, mentre racconta la sua storia, nonno Mario ha un giovane nipote. Si chiama Mario, come lui, ha 30 anni, e per dieci ha viaggiato soprattutto all’estero: “Fuori Italia sanno realmente fare turismo, promuovendo anche una rete di infrastrutture che consentano ai turisti di raggiungere comodamente siti e luoghi da visitare.

A Pompei, invece, il nostro biglietto da visita è la Circumvesuviana. E ho detto tutto” sottolinea il giovane nipote. Mario, 30 anni, ieri ha comunque voluto festeggiare: dolci gratis e caffè a prezzi stracciati, un gentile omaggio ai primi clienti di stagione. Nonno Mario, l’anima del commercio di Pompei, riprende la parola: “Anche i ristori del governo non bastano. Questa pandemia ha fatto più danni della guerra perchè, a mio giudizio, è mancata soprattutto la partecipazione delle categorie di lavoratori e imprese davvero colpite ai tavoli decisionali di Governo e Regione.

La vera speranza? L’aumento delle dosi e del numero dei vaccini contro il Covid-19. Credo sia questo l’unico modo per risollevarsi”. In piazza Esedra, nel giorno della riapertura, arriva anche la figlia di Mario Falanga, Antonella: segue le orme del papà, gestisce infatti lo storico Hotel Suisse della piazza, rimasto ieri però chiuso. “Abbiamo deciso di aprire lo chalet come segnale di fiducia e di ottimismo da lanciare verso l’intero comparto” dichiara “per fortuna, adesso, noi imprenditori di Pompei siamo rappresentati da un’amministrazione comunale con la quale si può dialogare”. Il prossimo primo maggio anche l’Arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, sarà al fianco dei lavoratori del comparto turistico “il cui indebolimento sta portando a una crisi diffusa e sistematica dell’intero sistema economico del nostro territorio”.

Il Monsignore ha così assicurato la propria vicinanza alla mobilitazione di protesta, indetta dai sindacati, che si terrà nella piazza del Santuario di Pompei proprio nel giorno della Festa del lavoro.

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