L’indice Rt risale a 0,85 ma cala pressione nelle terapie intensive. Ancora alto il numero di morti, 263 morti in 24 ore

Redazione,  

L’indice Rt risale a 0,85 ma cala pressione nelle terapie intensive. Ancora alto il numero di morti, 263 morti in 24 ore
Foto Massimiliano Colombo

La decrescita delle nuove infezioni da Covid-19 e della pressione sugli ospedali continua, ma molto lentamente, e perciò il quadro complessivo della situazione pandemica in Italia resta ancora “impegnativo”. Questa, in sintesi, la fotografia epidemiologica del Paese che arriva dall’ultimo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, che evidenzia come l’indice di trasmissibilità Rt sia leggermente risalito toccando il valore di 0,85 mentre cala il tasso di occupazione di terapie intensive e reparti ospedalieri. Tutto ciò mentre continua a registrarsi un alto numero di vittime, anche se in lento calo: sono state 263 nelle ultime 24 ore. L’Rt nazionale, che la scorsa settimana era a 0,81, sale dunque a 0,85, mentre l’incidenza dei casi continua a scendere: il suo valore è a 146 su 100mila abitanti rispetto a 152 della settimana scorsa. Il monitoraggio rileva anche la diminuzione del numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: sono 8 contro le 12 della settimana precedente.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è ora uguale alla soglia critica (pari al 30%). Quello in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (32% rispetto al 40% della soglia). Migliora dunque la situazione generale del rischio pandemico nel Paese, con nessuna Regione classificata come a rischio alto, ma il monito che giunge da Iss e ministero è sempre quello a non abbassare il livello dell’attenzione. La situazione, infatti, resta delicata mentre continuano a preoccupare le varianti del virus SarsCov2 presenti anche in Italia. Una conferma arriva dai dati del bollettino giornaliero del ministero, che segnala 13.446 nuovi positivi nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 14.320) e ancora 263 vittime in un giorno (ieri 288), mentre il tasso di positività è del 3,9% (rispetto al 4,3% di ieri). Quanto alla situazione negli ospedali, sono 2.583 i pazienti ricoverati in intensiva, in calo di 57 unità rispetto a ieri, e nei reparti ordinari sono invece ricoverate 18.940 persone, in calo di 411 rispetto al giorno precedente. “In molti paesi europei c’è una curva in crescita, mentre in Italia c’è una decrescita ma sempre lenta della curva”, ha spiegato il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, alla consueta conferenza stampa al ministero della Salute per l’analisi del monitoraggio.

Ciò significa, ha chiarito, che “il quadro complessivo resta ancora di un livello impegnativo nonostante una diminuzione dei nuovi casi. Tre regioni hanno infatti un Rt maggiore di 1 e anche se l’incidenza è in diminuzione, resta ancora elevata. Quindi occorrono misure di mitigazione”. Insomma, ancora una volta – a fronte delle recenti riaperture – gli esperti ribadiscono che non siamo di fronte ad un ‘libera tutti’. In realtà, ha aggiunto Brusaferro, è “una stabilità quella che vediamo oggi; vediamo che il sistema sta tenendo ma, ovviamente, ciò va verificato su base settimanale. E poi valuteremo, man mano, le altre riaperture”. Anche per il direttore generale della Prevenzione del ministero, Gianni Rezza, “il quadro epidemiologico è sostanzialmente stabile rispetto alla scorsa settimana” e “tutto va fatto con enorme cautela. Così per le riaperture bisogna usare cautela e gradualità tenendo sott’occhio – ha detto – tutti gli indicatori precoci di allarme”. Un dato indubbiamente positivo è invece relativo all’andamento della campagna vaccinale. Decresce infatti l’età mediana dei nuovi casi di Covid-19 in Italia, collocandosi a 42 anni, e calano i casi nelle varie fasce d’età in generale: “E’ una prova indiretta – ha concluso Brusaferro – dell’efficacia della vaccinazione, che ha coperto ormai gran parte degli over-80, così come calano i casi tra gli operatori sanitari, che sono i primi ad essere stati vaccinati”.

Rt a 1 in 4 regioni

La Valle d’Aosta, unica regione in rosso, vede l’incidenza di casi Covid ogni 100mila abitanti tornare a crescere e passare dai 227 casi dello scorso rilevamento agli attuali 265. Il dato più basso è del Molise con 60 casi ogni 100mila abitanti. A parte la Valle d’Aosta, il dato dell’incidenza è in discesa in tutte le regioni. Più lenta in Campania: da 224 della scorsa settimana a 221. Due i flussi per l’incidenza: quello Iss, che vede una decrescita a domenica scorsa, pari a 146 contro 157 della settimana precedente, e quello del ministero della Salute a ieri sera che indica l’incidenza a 148 per 100mila abitanti contro 159 della scorsa settimana. Per quanto riguarda l’Rt puntuale calcolato al 14 aprile, secondo i dati del monitoraggio diffuso oggi Iss-ministero della Salute, sono quattro le regioni (Basilicata, Campania, Molise e Sicilia) con l’incidenza a 1 o di poco superiore a 1. Ecco di seguito la mappa dell’ incidenza a 7 giorni (con aggiornamento al 29 aprile) secondo il Focus ministero della Salute e l’Rt puntuale. *I dati tra parentesi indicano l’incidenza della scorsa settimana*:

REGIONI INCIDENZA RT PUNTUALE al 29 aprile al 14 aprile Abruzzo 79 (101) 0.78 Basilicata 182 (201) 1.02 Calabria 169 (152) 0.75 Campania 221 (224) 1.08 E-R 142 (152) 0.81 Friuli V.G. 93 (130) 0.71 Lazio 135 (145) 0.85 Liguria 122 (131) 0.83 Lombardia 135 (140) 0.84 Marche 123 (129) 0.81 Molise 60 (87) 1 Piemonte 149 (162) 0.78 P.A. Bolzano 73 (86) 0.99 P.A. Trento 97 (102) 0.84 Puglia 214 (231) 0.92 Sardegna 100 (132) 0.81 Sicilia 146 (175) 1.05 Toscana 163 (183) 0.92 Umbria 86 (83) 0.89 Valle d’Aosta 265 (227) 0.82 Veneto 125 (127) 0.86 Totale Italia 148 (159) 0.85

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