L’ex feudo del boss Galasso strappato alla camorra: diventerà un centro di pet therapy

Andrea Ripa,  

L’ex feudo del boss Galasso strappato alla camorra: diventerà un centro di pet therapy

Un tempo era il fortino di una delle cosche più sanguinose e potenti del panorama camorristico campano, capace di seminare morti e terrore tra Poggiomarino e l’agro sarnese negli anni della faida tra clan che a tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta ha trasformato le strade della provincia in un campo da guerra. Oggi il territorio che un tempo era tra le mani del clan Galasso, uno dei primi boss a tentare di intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia per provare a cancellare le macchie di un’anima sporcata da omicidi e carichi di droga, è finito nelle mani dello Stato. Da anni terreni, appartamenti ed edifici un tempo controllati dalla criminalità organizzata sono stati confiscati e assegnati alle amministrazioni comunali. Tra questi un fondo agricolo di via Nuova San Marzano, da anni al centro di progetti di riqualificazione mai definitivamente partiti. A Poggiomarino l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Maurizio Falanga ha messo in campo un’iniziativa per il recupero di un pezzo di territorio che altrimenti sarebbe stato abbandonato a sé stesso. Nel corso di un confronto tenutosi giovedì mattina con il prefetto di Napoli, l’assessore alla legalità della Regione Campania, Mario Morcone, il direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla mafia, Bruno Corda, i presidenti della camera di commercio, dell’unione industriali, dell’Abi regionale e nazionale, di Confcommercio, Confesercenti, Confapi e i presidenti delle fondazioni con il sud e il segretario generale della Fondazione Banco di Napoli, il primo cittadino, Maurizio Falanga, ha illustrato il piano per trasformare il terreno agricolo strappato alla criminalità organizzata (un’area di 870 metri quadrati) in un parco canino, dove accogliere i randagi della città e far nascere un centro per la “pet therapy”. Un progetto che ha sorpreso favorevolmente i funzionari della prefettura che lo ha inserito in una rosa di opere che presto potrebbero essere destinatarie di un finanziamento nell’ottica di una più rapida riqualificazione. «Si tratta di una grossa opportunità, abbiamo deciso di cambiare il progetto della vecchia amministrazione che aveva previsto un campetto in quella zona. Per noi non è utile» – spiega il sindaco di Poggiomarino – «Questa opera ci permetterà di abbattere i costi per la cura dei randagi. E ci consentirà di dare vita a un’iniziativa per venire incontro alle persone più fragili che potranno usufruire di un servizio di cure per malattie e per problemi del comportamento». E probabilmente è stato questo aspetto a convincere i funzionari della prefettura. «Era un’opera inserita nel nostro programma, l’avremmo finanziata con fondi del nostro bilancio (circa centomila euro, ndr)». Tuttavia l’incontro di due giorni fa potrebbe aprire le porte a un co-finanziamento con uno degli enti che hanno partecipato alla riunione. «Sarebbe una grande occasione per Poggiomarino» – conclude Falanga – «Così ridaremo un altro pezzo di territorio alla comunità».

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