Covid: in Campania meno tamponi nel weekend, 959 positivi. Aumentano decessi e ricoveri

Redazione,  

Covid: in Campania meno tamponi nel weekend, 959 positivi. Aumentano decessi e ricoveri

Maggio “sarà decisivo” anche per le visite agli anziani nelle Rsa su tutto il territorio italiano, promette il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Un mese iniziato con due regioni a cambiare colore e un ponte della Festa del Lavoro in cui la celebrazione pericolosa degli interisti a Milano ha oscurato quasi il resto. Assembramenti si sono registrati qua e là, nel primo weekend in giallo per larghissima parte del Paese, circa 50 milioni di persone.

Valle d’Aosta e Sardegna sono diventate rispettivamente rossa e arancione, con il risultato, come ricorda Coldiretti, di un solo italiano su 5 in zone ufficialmente ad alto rischio di contagio. Nonostante ciò, oltre la metà di bar, ristoranti e agriturismi sarebbe rimasta chiusa. Sono state 101.434 persone le persone controllate ieri dalle forze di polizia, secondo i dati del Viminale; 1.395 sono state sanzionate per il mancato rispetto delle prescrizioni sugli spostamenti e 6 denunciate per violazione della quarantena. ️Verifiche anche su 11.228 attività ed esercizi commerciali: 63 titolari sono stati sanzionati, 18 le chiusure disposte. Non si nota insomma un aumento eclatante dei controlli, ma diverse feste clandestine sono state interrotte e porzioni dei centri storici transennate in tutta fretta di fronte all’afflusso massiccio. Affollamenti si sono verificati anche sui litorali. Restano i dati della pandemia.

I positivi scendono ancora, sotto quota 6 mila – mai così pochi dal 13 ottobre scorso -, ma a fronte di un crollo dei tamponi, meno di 122 mila (77 mila molecolari, i più affidabili) in 24 ore. Non un bel segnale per il tracciamento, che dovrebbe essere tra gli strumenti principali da affiancare alle riaperture e ai vaccini (questi ultimi invece rimasti su livelli alti anche nel fine settimana). Cinque regioni oggi hanno fatto meno di mille test. La Gran Bretagna, a cui si guarda come modello di vaccinazione e riaperture, ne fa ancora fino a 1,5 milioni al giorno. Le vittime risalgono a 256 dopo il minimo da 7 mesi del giorno prima (144) e se prosegue il calo delle terapie intensive risalgono invece i ricoveri ordinari. I guariti e dimessi superano i 3,5 milioni. Bisognerà vedere nei prossimi giorni come evolverà la curva, essendo il lunedì sempre anomalo.

Per gli effetti delle riaperture dal 26 aprile sul numero dei casi bisognerà attendere almeno fino al 10 maggio. Metà delle regioni mostrava però già casi in aumento e la cautela è obbligata. Un segnale dal governo è venuto sulle Rsa, molte delle quali a distanza di un anno ancora non consentono visite regolari – in parecchi casi nemmeno sporadiche – ai parenti degli anziani risparmiati dall’ecatombe della prima ondata (e in massima parte ormai vaccinati). “Stiamo lavorando a un emendamento che verrà inserito nel decreto Aperture che consentirà il ritorno delle visite – dice il sottosegretario alla Salute Costa -. Darà una risposta chiara, univoca. Creerà condizioni identiche, omogenee, uniformi per tutto il territorio nazionale. Da troppo tempo i nostri anziani, i nostri cari vivono soli in queste strutture”.

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