Lo scempio delle arcate a Torre Annunziata. Niente soldi, lavori bloccati

Salvatore Piro,  

Lo scempio delle arcate a Torre Annunziata. Niente soldi, lavori bloccati

Arcate borboniche, prosegue lo scempio. Lavori bloccati per questione di soldi. A stoppare la ripresa del cantiere per il restyling del waterfront – un appalto affidato nel 2017 dal Comune alla Rfi, la Spa del gruppo Fs aggiudicataria del relativo lotto compreso nella gara da 3,5 milioni finanziati coi fondi PIU Europa – ora ballano circa 300mila euro. Vale a dire la differenza tra il saldo richiesto da Rfi, per i lavori già eseguiti e ormai fermi dal 2019, e quanto invece l’amministrazione è adesso disposta a pagare. Il gruppo Ferrovie dello Stato ha presentato il conto al Comune e all’Utc: “Ottocentomila euro da sborsare per i lavori fatti”. Ma di fronte all’esosa richiesta, il Comune ha risposto picche i dirigenti dell’ufficio tecnico, insieme all’architetto Sergio Franco e al geometra Carmine Salvatore (entrambi incaricati dall’amministrazione per seguire da vicino l’ennesimo caso di lavori pubblici “lumaca”), hanno invece accertato “lavori già svolti da Rfi, ma per una cifra vicina al massimo ai 480mila euro”. In pratica, il restyling che avrebbe dovuto assicurare il rilancio della zona porto resta sempre in stand-by. E tutto per un vero scontro economico: circa 300mila euro di differenza. Si tratta dell’ennesima querelle, allontana sempre più la fine del restyling delle circa 50 arcate borboniche, che una volta restaurate dovrebbero ospitare bar e ristoranti in riva al mare. Secondo la convenzione del 2017, stipulata tra Fs (proprietaria delle arcate) e il Comune di Torre Annunziata, terminata la riqualificazione le arcate saranno date in concessione dallo stesso Comune a potenziali imprenditori interessati. I lavori di restyling dovevano concludersi il 23 maggio 2018. Ma tutto, ancora una volta, resta fermo al palo. A scoprire l’ultimo motivo dello stallo, stavolta esclusivamente economico, è stato il presidente della Commissione trasparenza di Torre Annunziata, Ciro Alfieri, che mercoledì scorso aveva indetto in Comune una riunione ad hoc sul caso arcate. Presenti anche l’architetto Franco e il geometra Salvatore. “Entrambi – dichiara Alfieri – hanno spiegato i motivi dei ritardi: non solo i circa 300mila euro di differenza, derivanti da un computo metrico fatto dall’Utc circa i lavori già fatti da Rfi, ma anche i continui cambi del gruppo di lavoro incaricato dalla stessa azienda appaltatrice. Rfi, negli anni, ha infatti cambiato 3 gruppi di lavoro e 7 ingegneri responsabili del progetto. Di fronte all’ennesimo ritardo, mi chiedo dove siano il sindaco Ascione, l’assessore ai Lavori Pubblici, i dirigenti comunali. Il caso arcate – conclude – è l’ennesimo emblema di una gestione flop”

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