Torre del Greco, freno agli sprechi della casta: in aula il taglio ai gettoni

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, freno agli sprechi della casta: in aula il taglio ai gettoni
Il capo dell'assise Gaetano Frulio e Luigi Caldarola

Torre del Greco. La provocazione era stata lanciata a metà marzo, all’indomani della pubblicazione dei costi – circa 160.000 euro nell’anno nero dell’emergenza sanitaria – pagati dai contribuenti per la casta di palazzo Baronale: «Bisogna tagliare le spese per i gettoni – avevano tuonato gli ex dissidenti della maggioranza, sostenuti dai «superstiti» dell’opposizione in consiglio comunale – a cominciare dal ripristino del divieto di cumulabilità cancellato dalla modifica proposta dall’attuale capo dell’assise Gaetano Frulio». A 50 giorni di distanza, la crociata contro gli sprechi della classe politica locale diventa realtà e finirà al centro della discussione del «parlamentino» di Torre del Greco. Così come la proposta di introdurre una modifica al regolamento per prevedere la sfiducia del presidente del consiglio comunale e del suo vice.

Il ritorno al passato

Le due proposte partorite dalla prima commissione consiliare guidata dal «soldato» Luigi Caldarola – uscito dalla maggioranza insieme ai restanti dissidenti a inizio marzo, dopo l’inciucio politico promosso dal sindaco Giovanni Palomba – sono già sulla scrivania del capo dell’assise. La prima riguarda proprio il taglio dei costi per la casta e prevede la modifica dell’articolo 54 del regolamento relativo ai gettoni di presenza: la commissione consiliare «affari generali» ha approvato, infatti, la (re)introduzione del divieto di cumulo nella stessa giornata. Un divieto cancellato a dicembre del 2019, con risultati disastrosi per le casse pubbliche di palazzo Baronale: un vero e proprio «regalo» per i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, capaci di portare a casa fino a 100 euro al giorno per il «lavoro» portato avanti dalle varie commissioni consiliari: alla luce dei risultati ottenuti fino a oggi dalla carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni delle 20 euro, un autentico spreco di denaro pubblico. Di qui, l’idea di un ritorno al passato per provare a equilibrare le spese sostenute dai cittadini per la casta. A metà marzo la proposta venne firmata da dieci esponenti dell’opposizione a cui si dovrebbe aggiungere lo stesso Gaetano Frulio, favorevole al ripristino della precedente norma. Per i restanti voti necessari all’approvazione del «freno ai gettoni» sarà, invece, battaglia in aula. Perché perfino tra gli iniziali promotori della crociata anti-sprechi ci sarebbe qualche ripensamento: in fondo mille euro lordi al mese – senza particolare fatica – possono fare comodo a chiunque.

La mozione di sfiducia

Ma il «pezzo forte» uscito dalla prima commissione consiliare riguarda la possibilità di modificare il regolamento comunale per prevedere la mozione di sfiducia al presidente e al vicepresidente del consiglio comunale. Un chiaro «messaggio» diretto proprio a Gaetano Frulio, bollato dagli ex dissidenti come «presidente abusivo» perché eletto con la precedente maggioranza. Sulla doppia proposta il consiglio comunale si dovrebbe pronunciare entro i prossimi 21 giorni.

(c)riproduzione riservata

CRONACA