Assunzioni in Comune a Pompei, il concorso per otto posti è da rifare

Salvatore Piro,  

Assunzioni in Comune a Pompei, il concorso per otto posti è da rifare
Il Comune di Pompei

Pompei. Bufera giudiziaria sull’ultimo bando di avviamento al lavoro, prima indetto e poi revocato dal Comune, nonostante il Centro per l’Impiego di Pompei avesse stilato le graduatorie. Il giudice, ora, dà ragione all’amministrazione comunale. “Il Comune aveva non solo la facoltà, ma il diritto di determinarsi all’adozione di un piano triennale che contenesse decisioni diverse rispetto alla programmata assunzione dei cinque esecutori amministrativi”. Così ha deciso – in via cautelare – il giudice del lavoro del Tribunale di Torre Annunziata, Dionigio Verasani, respingendo il primo ricorso depositato lo scorso marzo sul caso aperto dall’ultimo bando-lavoro, inizialmente indetto dal Comune per assumere otto dipendenti: cinque esecutori amministrativi e tre operai. A sottoscrivere il ricorso, richiedendo in via cautelare la nullità della successiva delibera di revoca del bando, firmata infatti il 23 dicembre 2020 dalla giunta del sindaco Carmine Lo Sapio, era stato uno dei potenziali vincitori, rimasto infine deluso. Dopo aver partecipato alla selezione pubblica (un centinaio le domande presentate entro il termine del 4 settembre 2020) il ricorrente aveva visto il proprio nome pubblicato in posizione utile sul sito della Regione Campania. La graduatoria, visibile on-line fino all’8 febbraio scorso, faceva riferimento ai due bandi lavoro programmati con delibera comunale del 2019 per l’assunzione “a tempo pieno e indeterminato di 3 operai specializzati e di 5 esecutori amministrativi”. Il loro ingresso in pianta organica era atteso per venire incontro alle esigenze del nuovo piano triennale dei fabbisogni del personale. Ma ora è tutto da rifare. Perchè, nel frattempo, la nuova giunta targata Lo Sapio, lo scorso 10 febbraio, ha espresso la “volontà di revocare le procedure già avviate con il Centro per l’Impiego”. Ma andiamo per gradi. La richiesta di “avviamento a selezione presso la pubblica amministrazione” era stata prima trasmessa – il 20 marzo 2020 – al Centro per l’Impiego di Pompei, poi pubblicata sul sito della Regione, infine conclusa il primo febbraio con l’approvazione di una graduatoria definitiva, che però è stata revocata. Sei potenziali nominativi – da sottoporre però a un’ulteriore prova d’idoneità – erano inoltre stati trasmessi dalla dirigente ad interim della Direzione Regionale Lavoro, Maria Antonietta D’Urso, all’amministrazione comunale. Sette giorni dopo l’approvazione della graduatoria, però, per gli aspiranti dipendenti era arrivata la doccia fredda: “Il Comune di Pompei comunica che, con delibera del 2020, ha revocato le procedure già avviate con il Centro per l’Impiego. Si sottolinea che il Cpi aveva già posto in essere tutti gli atti di propria competenza, pubblicando le graduatorie definitive e comunicando al Comune i nominativi da sottoporre alla prova d’idoneità”. La delibera di giunta comunale, che ha infine revocato le procedure avviate con il Cpi, è del 23 dicembre 2020. Secondo il giudice, è una delibera valida: “la ricorrente non poteva vantare alcun diritto all’assunzione. L’assunzione poteva in divenire concretizzare un diritto solo all’esito del superamento delle prove di idoneità”.

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