Sorrento. Corruzione su una pratica catastale, l’ex assessore imputato

Salvatore Dare,  

Sorrento. Corruzione su una pratica catastale, l’ex assessore imputato

E’ davanti ai giudici per corruzione. La Procura di Torre Annunziata e la polizia di Sorrento lo accusano del pagamento illecito di alcune centinaia di euro a favore di un dipendente dell’Agenzia delle Entrate, oggi in pensione, che – secondo la ricostruzione degli inquirenti – in cambio dei soldi ha modificato irregolarmente dei dati per pratiche catastali seguite dal suo studio professionale. Sotto inchiesta finisce Raffaele Apreda, geometra, in passato consigliere provinciale e già assessore con delega ai lavori pubblici del Comune di Sorrento. Il professionista non è l’unico indagato in questo procedimento: nel mirino della Procura di Torre Annunziata ci sono anche due collaboratori dello studio di Apreda e, appunto, l’ex dipendente dell’Agenzia delle Entrate. Nei mesi scorsi l’indagine coordinata dal sostituto procuratore di Torre Annunziata Andreanna Ambrosino e condotta dagli agenti del commissariato di polizia di Sorrento si è conclusa. Tant’è che nei confronti degli indagati sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Il quadro tracciato dagli inquirenti è chiaro: secondo le ipotesi, per “aggiustare” una pratica dallo studio professionale – sotto la luce dei riflettori sagome e piantine dei fascicoli – è stata versata una somma di danaro a favore del tecnico dell’Agenzia delle Entrate. Una tangente, ad avviso di pubblico ministero e poliziotti di Sorrento che hanno lavorato sodo al caso per mesi. La vicenda risale a oltre cinque anni fa, in un periodo nel quale Apreda risultava già essere iscritto nel registro degli indagati per le ipotesi di corruzione e falso a proposito di un presunto giro di tangenti per l’assegnazione di nicchie al cimitero. Un’indagine che, pochi giorni dopo una perquisizione domiciliare avvenuta a marzo 2015, spinse Apreda a rassegnare le dimissioni dall’incarico di assessore al Comune di Sorrento (erano sotto inchiesta anche alcuni dipendenti del camposanto cittadino) e che lo scorso dicembre è sfociata in un’archiviazione chiesta dalla stessa Procura di Torre Annunziata, che per quella vicenda non ha ravvisato gli estremi per contestare le accuse di mazzette ad Apreda e per chiedere un processo contro l’ex assessore che in quell’occasione si dichiarò innocente fin dal primo momento. Ora per quest’altra inchiesta per corruzione – che riguarda esclusivamente la sfera professionale e non politica di Apreda, si tratta di un’indagine che fu portata avanti dagli agenti guidati dal compianto vicequestore Antonio Vinciguerra – si è giunti all’udienza preliminare. L’ex assessore è difeso dall’avvocato Francesco Cappiello: ieri durante l’udienza preliminare è stato sancito un rinvio in autunno alla luce del fatto che Apreda intende valutare la possibilità di presentare memorie difensive e ottenere una modifica del capo di imputazione con derubricazione del reato di corruzione. «Siamo al lavoro per poter portare sul tavolo dei magistrati elementi concreti che possano consentire di accertare che non si tratta di un caso di corruzione. Restiamo fiduciosi nell’operato della magistratura» sottolinea l’ex assessore Apreda.

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