Altro scandalo al cimitero di Torre del Greco: scomparsi i resti dell’eroe di guerra

Alberto Dortucci,  

Altro scandalo al cimitero di Torre del Greco: scomparsi i resti dell’eroe di guerra
L'ingresso del cimitero di Torre del Greco (foto di repertorio)

Torre del Greco. «Mio nonno è morto in guerra nel 1943. Fino al 2016 le sue spoglie erano nella nicchia di famiglia, poi sono scomparse nel nulla». Virna e il papà Michele non riescono a trovare pace da tre anni e mezzo. Da quando, cioè, sono stati catapultati in un incubo: i resti mortali dell’ex combattente e della madre sono spariti dopo i lavori di restyling effettuati presso i compresi nicchiari Iris e Garofano tra il 2017 e il 2018. L’ennesimo scandalo all’interno di un cimitero finito già in diverse occasioni sotto i riflettori della procura di Torre Annunziata.

Lo sfregio ai defunti

La nuova denuncia spunta fuori a 48 ore di distanza dalla notizia shock pubblicata da Metropolis Quotidiano. Il Comune di Torre del Greco è stato trascinato davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata per lo «smarrimento» dei resti mortali  custoditi all’interno del compreso nicchiario Magnolie: «La nostra storia è praticamente identica – racconta Virna con la voce spezzata dall’emozione – Le spoglie di mio nonno e della mia bisnonna erano conservati in loculi finiti, a cavallo tra il 2016 e il 2017, al centro del piano di restyling del camposanto deciso dal Comune. All’epoca, ci arrivò una comunicazione attraverso cui venimmo informati del momentaneo trasferimento delle spoglie dei nostri cari in un box provvisorio per consentire l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione». Uno spostamento costato la bellezza di 407 euro, così come da bollettino inviato da palazzo Baronale. Ma la beffa per Virna e il papà sarebbe arrivata solo successivamente: «Ultimati i lavori – ricorda la donna – le spoglie dei defunti vennero ricollocate nei rispettivi loculi, fatta eccezione per i miei cari. Su tre morti sepolti al cimitero, ritrovammo i resti solo di una parente». E qui cominciò il calvario per i familiari dell’eroe di guerra: «Dopo avere segnalato la misteriosa scomparsa – ricorda Virna – venni sballottata in giro per gli uffici comunali senza mai ricevere una risposta o una spiegazione, ma solo inviti a pazientare nella speranza di ritrovare le spoglie dei miei cari». Speranza inutile. Come le rimostranze ai vertici del cimitero e all’assessore al ramo. Finché, alla vigilia di Natale del 2018, Virna e il padre non si decisero a presentare denuncia-querela per «verificare la regolarità delle procedure adottate dal Comune nonché le responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare e intervenire e non l’ha fatto».

Il sindaco-fantasma

In tre anni la battagliera erede dell’eroe di guerra ha cercato in varie occasioni di raccontare la propria drammatica storia al sindaco Giovanni Palomba. Senza mai ricevere risposta. «Ho chiesto ripetutamente un incontro al primo cittadino, ma non sono mai stata neanche ricevuta – il rammarico di Virna – Proprio in questi giorni ho incontrato l’assessore al cimitero Giuseppe Speranza che si è detto sorpreso della circostanza. Ma, in verità, in questi tre anni di calvario abbiamo imparato a nostre spese come i cittadini possano essere trascurati dalle istituzioni. Perfino in casi così gravi e capaci di provocare grandi sofferenze».

©riproduzione riservata

CRONACA