Clan e appalti pubblici, patto anticamorra a Terzigno tra Comune e prefettura

Andrea Ripa,  

Clan e appalti pubblici, patto anticamorra a Terzigno tra Comune e prefettura

Le mani della criminalità organizzata sugli appalti pubblici e sul commercio. Non soltanto il racket imposto ai titolari delle attività imprenditoriali, le inchieste degli ultimi anni hanno certificato quanto le cosche abbiano messo le mani anche sulle opere pubbliche nella provincia di Napoli. Dall’area Vesuviana alla penisola sorrentina, fino all’area nord di Napoli: gli appalti pubblici fanno gola ai clan di camorra, sempre più dediti a una vocazione imprenditoriale. Insomma, si sparge meno sangue e si investe di più. Ecco perché negli anni sempre più sindaci della provincia di Napoli hanno deciso di aderire al patto con la prefettura per il monitoraggio delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e sul commercio locale. Nei giorni scorsi anche la giunta comunale di Terzigno, agli ordini del sindaco Francesco Ranieri, ha deciso di aderire al protocollo d’intesa per la legalità e la prevenzione già stipulato da Prefettura e Camera di commercio nel 2019. Un tentativo di strappare alla morsa del racket decine di attività imprenditoriali che arriva in un periodo particolare, dove la ripresa del commercio e delle aziende sarà il grande punto interrogativo attorno a cui ruoterà il futuro dell’economia del Paese. In mezzo l’arrivo la pioggia di fondi prevista per il Mezzogiorno prevista nel Recovery Plan.  A fine aprile scorso Terzigno si è formalmente impegnata ad aderire al protocollo: mettendo in atto azioni di controllo e monitoraggio di tutte le procedure e di adeguare i propri bandi e contratti. All’accordo avevano già aderito in passato le amministrazioni di Brusciano e Ottaviano per quanto riguarda l’hinterland vesuviano, uniche a rispondere all’invito degli uffici di governo per il rafforzamento di misure di prevenzione nel settore di opere pubbliche, commercio e urbanistica. Inoltre secondo quanto previsto dal protocollo d’intesa saranno aumentati i controlli antimafia nel settore degli appalti, delle concessioni, dei servizi e delle forniture. Nel dettaglio le informazioni antimafia saranno acquisite per tutti gli appalti e concessioni di lavori pubblici pari o superiori a 250.000 euro, e per i subappalti di lavori, forniture e servizi pari o superiori a 50.000 euro nonché, a prescindere dal valore, per alcune attività particolarmente sensibili. Significativo per l’edilizia è l’impegno di richiedere le informazioni antimafia anche nei confronti dei privati sottoscrittori di convenzioni di lottizzazione. Un modo per monitorare eventuali “anomalie” nel settore pubblico. Verranno tenuti costantemente sotto controllo, inoltre, i passaggi ripetuti di licenze commerciali nei settori più sensibili quali la ristorazione, le attività ricettive e di intrattenimento, i giochi e la raccolta di scommesse, la vendita al dettaglio e all’ingrosso e i compro oro: secondo la magistratura vere fonti di interesse per il riciclaggio di denaro sporco da parte dei clan.

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