Il presidente dell’Autorità Portuale, Andrea Annunziata, guarda al futuro: «Napoli e Salerno saturi per il traffico crocieristico, alla Regione servono nuovi spazi»

Tiziano Valle,  
Redazione,  

Il presidente dell’Autorità Portuale, Andrea Annunziata, guarda al futuro: «Napoli e Salerno saturi per il traffico crocieristico, alla Regione servono nuovi spazi»

La pandemia come occasione per rivedere lo sviluppo della costa a sud di Napoli. I finanziamenti del Recovery Plan come opportunità da sfruttare per rimettere in moto un’economia piegata dalla desertificazione industriale, prima ancora che dal Covid. Una discussione avviata già qualche anno fa con il Grande Progetto Pompei, che sembra essersi arenato. Quale dev’essere il futuro di un lungo tratto di costa che va dal porto del Granatello a Portici fino a quello diviso tra diportismo e cantieristica a Castellammare, passando per Torre del Greco e Torre Annunziata? Un interrogativo che è tornato al centro del dibattito politico.

Presidente Andrea Annunziata, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale ha competenza sui porti di Napoli, Salerno e Castellammare. Cominciate da qui a ragionare per il futuro?

«Siamo anche molto attenti a ciò che accade in altre realtà, ad esempio Torre Annunziata, perché bisogna avere una visione complessiva del territorio se davvero vogliamo vincere la sfida dello sviluppo economico della nostra Regione».

Qual è la priorità dell’Authority?

«Dobbiamo redigere il documento di pianificazione strategica e siamo già al lavoro».

In che modo state procedendo?

«Mi misuro con le realtà locali, con le associazioni. Sono le città a decidere verso quale futuro vogliono andare, chiaramente nell’ottica di un interesse generale».

Non c’è il rischio d’infilarsi nelle solite sterili discussioni?

«Con il Recovery non possiamo permetterci di perdere tempo, bisogna correre. Oggi abbiamo uno strumento come il documento di pianificazione strategica che ci consente di semplificare».

Come?

«Sarà redatto con la partecipazione di tutte le realtà locali e appena sarà pronto verrà messo a disposizione dei comuni di Napoli, Salerno e Castellammare. Le amministrazioni avranno 45 giorni di tempo per esprimersi, poi scatta il silenzio assenso. Questo ci consentirà di essere concreti».

Castellammare è sempre stato considerato uno scalo minore dell’Autorità Portuale.

«Personalmente credo che abbia una sua specificità e che possa avere un ruolo ancor più di prestigio nel prossimo futuro. L’importante è avere una visione chiara di ciò che si vuole fare e questa ce la deve dare la città».

Ha già avuto un confronto con l’amministrazione comunale stabiese?

«La settimana prossima sarò a Castellammare per incontrare il sindaco e il comandante della Capitaneria di Porto».

La sua visione qual è?

«Penso che la Regione abbia bisogno di avere una stazione crocieristica a Castellammare. Napoli e Salerno non hanno più spazio e abbiamo indicatori che per il futuro ci lasciano immaginare un aumento del traffico turistico. Dividere questo traffico tra tutti gli scali sarebbe fondamentale».

Per realizzare una stazione crocieristica bisognerebbe riqualificare la parte a terra. Le strutture dismesse vanno abbattute?

«Per quanto mi riguarda il mare è di tutti e sarebbe opportuno liberare quegli spazi. Però le scelte vanno condivise con tutti i soggetti coinvolti».

Si riferisce al Comune?

«Non solo. Ad esempio so che per i silos c’è una questione di archeologia industriale sollevata dalla Soprintendenza».

Può convivere una stazione crocieristica con il cantiere navale?

«L’ammiraglio Domenico Picone (ex direttore marittimo di Napoli), qualche settimana fa, in una sua lettera al quotidiano La Repubblica, parlava dell’opportunità di rendere rettilineo il ciglio della banchina per poter raggiungere quest’obiettivo ed è una visione che condivido».

Insomma, servono investimenti infrastrutturali e soldi per realizzarli.

«Vediamo cosa finanzia il Recovery Plan, ma in ogni caso abbiamo anche delle risorse dell’Autorità da poter sfruttare. L’importante è avere le idee chiare su ciò che si vuole fare».

Il primo governo Conte ha messo a disposizione 35 milioni di euro per realizzare opere a supporto del cantiere navale. A che punto siete?

«Aspettiamo Fincantieri, che deve farci capire cosa vuole fare nello stabilimento stabiese. Entro aprile avrebbe dovuto fornirci delle indicazioni, ma siamo a maggio e non è arrivato nulla. Noi dobbiamo dare certezze ai lavoratori e personalmente anche un mese di ritardo mi preoccupa».

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