La resa dei politici di Terzigno davanti alle ruspe: oltre gli spot, nessuna proposta

Andrea Ripa,  

La resa dei politici di Terzigno davanti alle ruspe: oltre gli spot, nessuna proposta

Dramma abusivismo edilizio, a Terzigno il consiglio comunale monotematico non offre spunti per la risoluzione di un problema che la città si porta dietro da quasi quarant’anni e che rischia di ridurre un cumulo di macerie migliaia di abitazioni costruite in attesa del condono. Più che a un incontro per portare alla luce l’emergenza e discutere su quali iniziative intraprendere per evitare nuovi abbattimenti, come capitato un anno e mezzo fa per il Parco Santa Lucia e per le tante famiglia finite in strada, quella mostrata dai politici è sembrata una resa. Dichiarazioni, spot e qualche idea confusa hanno ben presto lasciato spazio alla desolante realtà: nessuna proposta dalla maggioranza – anche in minoranza non ci sono stati presentati atti concreti – per arrestare l’avanzare delle ruspe. Che dopo il fabbricato buttato giù qualche settimana fa, di proprietà di una donna di San Giuseppe Vesuviano, sono pronte a tornare in città per demolire il secondo piano di un’abitazione di via Zabatta su ordine della procura. Nasce da qui, dall’ennesimo abbattimento che si consumerà in città e da una lettera scritta dai funzionari, che hanno investito i consiglieri dell’imminente dramma (i lavori sono previsti per il prossimo 25 maggio), l’idea di convocare un consiglio comunale monotematico sulla questione. Tenutosi venerdì e da cui si sarebbe dovuti venir fuori con un’idea, una linea di indirizzo: tentare la missione disperata di acquisire le abitazioni a rischio – anche quelle oggetto di RESA  – o lasciar seguire l’iter procedurale della procura e, laddove previsto, osservare l’abbattimento delle case. Chi s’aspettava uno scatto d’orgoglio, una presa di posizione da parte dei politici: è rimasto ampiamente deluso. «Senza una legge sarà impossibile agire», ha fatto spallucce anche il sindaco Francesco Ranieri. In passato ha provato a battersi, senza riuscirci, per le case di via Panoramica. Stavolta ha elencato una serie di provvedimenti e riferimenti normativi. «E’ un problema che a livello comunale non possiamo sistemare noi. Purtroppo quando c’è un provvedimento di Resa da parte della procura, c’è poco da fare», ha detto ancora in uno dei suoi interventi durante il consiglio comunale. Incalzato dai suoi stessi alleati. «Non ci sono soluzioni a livello comunale», ha aggiunto Tina Ambrosio. Dalla minoranza l’urlo, dal promotore del consiglio comunale Stefano Pagano, all’ex vicesindaco Francesco Nappo, Maria Grazia Sabella fino a Vincenzo Aquino. «La priorità è cercare di fermare le ruspe, vista l’emergenza sanitaria in corso. E per il futuro si pensi anche all’acquisizione degli immobili per finalità sociali o per altri scopi. Dobbiamo essere promotori di un’iniziativa da portare in Regione per ridiscutere dell’intera problematica che riguarda Terzigno, ma anche le altre città. Il Comune deve valutare la possibilità di opporsi alle decisioni della procura, dove possibile, sempre nel rispetto delle leggi», hanno detto in aula. Assist lanciati, ma non colti da nessuno. Il risultato finale – oltre le belle parole – di una discussione senza proposte. Mentre le ruspe continuano la propria marcia sulla città.

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