Rifiuti, tariffa alle stelle a Portici: il Tar Campania «boccia» Cuomo & co.

Alberto Dortucci,  

Rifiuti, tariffa alle stelle a Portici: il Tar Campania «boccia» Cuomo & co.
Il sindaco Vincenzo Cuomo

Portici. Le tariffe applicate dal Comune di Portici per il servizio di raccolta dei rifiuti sono – relativamente a qualche categoria – sproporzionate, arbitrarie e illegittime. L’ultimo affondo sugli eccessivi costi del «sistema Nu» all’ombra della Reggia non arriva dai banchi dell’opposizione al sindaco Vincenzo Cuomo bensì direttamente dalla prima sezione del tribunale amministrativo regionale della Campania: il collegio presieduto dal giudice Salvatore Veneziano ha accolto, infatti, il ricorso presentato dai vertici della Bper Banca per contestare il «salasso Tari» deciso dalla squadra di governo cittadino guidata dall’ex senatore del Pd per gli istituti di credito del territorio. Il contenzioso giudiziario si riferisce alle aliquote decise per il 2018, ma la sentenza – pubblicata a metà marzo 2021 – potrebbe avere ripercussioni sulle future determinazioni dell’amministrazione comunale in materia di tariffe Nu.

L’attacco alle banche

La vicenda, dicevamo, risale al 2018. Per fronteggiare le difficoltà economiche dell’ente di palazzo Campitelli e i crescenti costi della municipalizzata dei rifiuti Leucopetra la giunta guidata dal sindaco Vincenzo Cuomo approvò un indiscriminato aumento delle tariffe Tari, finito subito al centro di polemiche e proteste sia da parte degli esponenti della minoranza in consiglio comunale sia da parte dei contribuenti. E qualcuno – appunto, i vertici della filiale di via Armando Diaz della Bper Banca – decise di portare la delibera della discordia sotto i fari dei magistrati del Tar Campania. In particolare, i ricorrenti lamentavano una sproporzione arbitraria e illegittima della tariffa per gli istituti di credito, calcolata sull’assunto di una produzione media di rifiuti sei volte superiore a qualsiasi categoria di attività con la conseguente tariffa del tutto incongrua rispetto alla realtà. Insomma, l’aliquota Tari – secondo i legali della Bper Banca – sarebbe stata trasformata da Vincenzo Cuomo & company in una sorta di «imposta sul reddito», attraverso l’applicazione di coefficienti di produttività superiore ai limiti massimi. Dal proprio canto, il Comune di Portici – regolarmente costituito in giudizio per difendere la legittimità dell’atto varato dall’esecutivo di palazzo Campitelli – ha sottolineato come «il potere di determinare le tariffe Tari sarebbe insindacabile in sede giudiziaria e non sottoposto all’obbligo di motivazione, trattandosi di un potere esercitato mediante l’adozione di atti a contenuto generale pienamente rientrante nelle prerogative comunali».

L’affondo dei giudici

La tesi, evidentemente, non è stata condivisa dai giudici del Tar Campania. Anzi, le motivazione della sentenza relativa all’accoglimento del ricorso presentato dalla Bper Banca sottolineano proprio «un “deficit” motivazionale della scelta di assoggettare le utenze non domestiche appartenenti alla categoria banche a una imposizione di importo molto elevato e che non risulta sostenuta da plausibili e adeguate evidenze». Una vera e propria bocciatura per la giunta di Vincenzo Cuomo, a cui i magistrati ricordano come «il potere dell’ente locale di determinare la tariffa non può all’evidenza sfuggire a qualsiasi forma di controllo e non può pertanto essere sottratto all’obbligo di motivazione». Un «dettaglio» spesso sfuggito all’ombra della Reggia e puntualmente richiamato dal Tar Campania. I giudici hanno, dunque, accolto il ricorso e annullato la delibera della discordia relativamente alla parte impugnata. Non solo: il Comune di Portici è stato condannato al pagamento delle spese processuali in favore dell’istituto di credito ricorrente nella misura di euro 2.000 euro.

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