Trema la camorra sotto il Vesuvio, si pente il killer degli Ascione-Papale

Ciro Formisano,  

Trema la camorra sotto il Vesuvio, si pente il killer degli Ascione-Papale

A dicembre è stato condannato in via definitiva all’ergastolo. La Cassazione lo ha riconosciuto colpevole di concorso in omicidio aggravato dalle finalità mafiose. E qualche mese dopo quella condanna ha chiesto di essere ascoltato dall’Antimafia. «Basta, voglio collaborare. Voglio cambiare vita. Voglio un’altra opportunità», ha ripetuto ai magistrati della Dda di Napoli, Antonio Sannino, prima di squarciare, con i suoi racconti, i veli sugli ultimi misteri irrisolti della camorra vesuviana. E in particolare sulla storia clan Ascione-Papale, la cosca protagonista – fino al 2010 – della terrificante guerra di camorra contro i Birra-Iacomino. Una guerra in cui Sannino ha combattuto in prima fila, nella trincea criminale del boss sanguinario ed ergastolano Natale Dantese, uno dei capi della cosca fondata dal padrino defunto Raffaele Ascione. Braccio armato, esattore del pizzo, ma anche protagonista del delitto “manifesto” della ferocia della criminalità organizzata di  Ercolano. L’omicidio di Salvatore Barbaro, il ventinovenne con la passione per la musica ucciso per errore dalla camorra il 13 novembre del 2009. Ucciso solo perché aveva la stessa auto di Ciro Savino, boss dei Birra che la cupola degli Ascione voleva mettere al tappeto. Sannino è stato condannato all’ergastolo per aver guidato il motorino dal quale il killer di Salvatore, quel giorno di 12 anni fa, scaricò addosso a quel ragazzo innocente il caricatore della sua calibro nove. Arrestato e condannato grazie alle indagini coordinate dall’ex pm Antimafia Pierpaolo Filippelli e al lavoro dei carabinieri di Torre del Greco, Sannino  è stato riconosciuto colpevole di quel delitto assieme agli altri tre imputati. Una sentenza che evidentemente lo ha spinto a cambiare finalmente strada. Da qui la richiesta di collaborazione e i primi verbali fiume sottoscritti in questi mesi. Verbali già finiti al centro di nuove inchieste. A cominciare dagli approfondimenti legati proprio all’omicidio di Salvatore Barbaro. Sannino è stato un soldato della camorra negli anni di piombo, fino al 2009. E all’Antimafia potrà raccontare dal basso la gerarchia della cosca, i legami con i colletti bianchi, il ruolo degli imprenditori collusi e soprattutto far luce sulle figure che hanno partecipato, nelle retrovie, alla guerra di camorra. Racconti che potrebbero assestare un colpo fatale agli Ascione-Papale, cosca ancora attiva sul territorio a dispetto delle inchieste che hanno spazzato via la vecchia cupola del clan.

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