Penisola sorrentina. Il racconto in aula: a 12 anni piazza bombe alle ditte

Salvatore Dare,  

Penisola sorrentina. Il racconto in aula: a 12 anni piazza bombe alle ditte

L’accusa della Procura di Torre Annunziata è pesante. E’ quella di aver praticamente assoldato un ragazzino di appena 12 anni per lanciare una molotov contro un’automobile di un imprenditore e piazzare una testa di maiale in decomposizione davanti un cantiere edile. A risponderne è Michele Ferraro, imprenditore di Vico Equense che, lo scorso gennaio, fu destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri di Sorrento guidati dal capitano Ivan Iannucci. Ora, quel ragazzino, che già nel corso delle indagini confessò agli investigatori il suo “ruolo” e anche presunte minacce subite da Ferraro, verrà sentito nel corso delle prossime settimane in Tribunale, a Torre Annunziata. I magistrati sentiranno il minorenne nel corso del procedimento che vede Ferraro sotto accusa. L’inchiesta che portò al carcere per l’imprenditore si snodò attraverso pure l’acquisizione di diversi video in cui viene ritratto il dodicenne durante i raid. Il ragazzino, avendo meno di 14 anni, non è imputabile. Eppure, ai carabinieri e alla Procura di Torre Annunziata, il minorenne ha già chiarito la sua posizione: «Io non volevo fare le cose che mi chiedeva perché sapevo che non erano buone, ma non volevo contraddirlo e mi sentivo obbligato ad ubbidirgli. Mi ripeteva che se i carabinieri mi trovavano non dovevo fare il suo nome altrimenti mi avrebbe fatto sparare e buttare in un pozzo», le parole che il ragazzino fornì in un interrogatorio reso ai carabinieri di Sorrento il 4 novembre scorso. Nel dettaglio, l’indagine riguarda innanzitutto l’avvertimento contro il titolare di un’officina a Vico Equense. In quella circostanza il dodicenne avrebbe lanciato la molotov contro l’auto della vittima. Per imparare a maneggiare l’ordigno, al ragazzino Ferraro – stando alle accuse – avrebbe anche mostrato alcuni filmati tutorial su You Tube. Sempre il dodicenne ha ammesso di aver piazzato la testa di maiale in decomposizione davanti ad un cantiere edile. Le dichiarazioni del ragazzino, ascoltato con l’assistenza di una psicoterapeuta, rappresentano una potenziale fonte di prova decisiva dell’inchiesta che ha spinto il gip a emettere il provvedimento cautelare su richiesta della Procura di Torre Annunziata. Questa non è l’unica indagine che vede Ferraro nel mirino della Procura: è già finito nei guai mesi fa sia per gli attentati contro la ditta edile Parlato sia per un presunto giro di usura in penisola sorrentina.

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