Il bonus per i commercianti di Terzigno rischia di trasformarsi in una beffa

Andrea Ripa,  

Il bonus per i commercianti di Terzigno rischia di trasformarsi in una beffa

Nell’attesa che l’amministrazione comunale di Terzigno trovi i soldi per l’extra da pagare ai funzionari che dovranno studiare le pratiche per lo sblocco dei bonus commercio, la questione dei ristori in città rischia di avere il retrogusto amaro di una beffa dopo un anno e più di sacrifici a causa dell’emergenza sanitaria. I negozi hanno riaperto a fatica negli ultimi mesi, nello slalom di restrizioni e modifiche da apportare alle proprie attività per adeguarle alla pandemia, attendono da novembre scorso i ristori annunciati dalla squadra di governo locale. A oggi c’è solo un «atto di indirizzo» da parte della giunta comunale che ha dettato la linea politica di voler assegnare i fondi alle imprese che hanno subito danni per la crisi economica che s’è innescata in seguito alle chiusure indiscriminate dei mesi più duri della pandemia. Ristori che saranno riconosciuti sia alle attività fisse – negozi e locali distribuiti sul territorio – sia alle microimprese di ambulanti, che in questo angolo di provincia sono tra le più numerose dell’intero Stivale. Ma facendo due conti c’è qualcosa che non quadra. Perché se è vero che l’Ente ha deciso di stanziare dei fondi (80mila euro), è altrettanto vero che questi potrebbero non bastare alla luce di una platea di 1600 esercenti (circa 400 ambulanti e 1200 negozianti). Se tutti dovessero presentare domanda e rispondere ai requisiti introdotti dall’amministrazione e – tra cui regolarità contributiva e perdite per oltre il 25% rispetto al 2019 – ed essere inseriti nella graduatoria dei beneficiari, riceverebbero un bonus di appena 50 euro. Una beffa rispetto alle gravi perdite, al recente aumento delle tasse e alle incertezze che il futuro prospetta per la ripresa. Nel frattempo si continuano a vedere affissi sulle saracinesche delle attività commerciali e sulle bacheche social gli annunci di vendita. Gran parte di questi da Terzigno, una città che senza una manovra concreta economica rischia di essere svuotata dall’interno dalla fuga delle imprese. Una discussione affrontata anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale monotematico sugli abbattimenti. Prima di discutere dell’altro annoso problema che riguarda la comunità vesuviana – il 25 maggio è in programma un altro abbattimento – s’è discusso degli aiuti. «Che gli esercenti vedranno forse a Natale visto i tempi di questa amministrazione. Non abbiamo i soldi per pagare i funzionari per il lavoro extra, vanno trovati duemila euro», l’affondo del consigliere di minoranza Franco Nappo che ha curato i bilanci del Comune fino a qualche anno quando era delegato agli affari economici della prima giunta Ranieri. «Lo schiaffo che continuamente si sta dando ai commercianti è enorme, mentre l’attuale maggioranza è divisa dalle liti interne e da un silenzio che è quasi più assordante, e preoccupante, del grido d’allarme di una terra che ha bisogno di azioni concrete. E non di prese in giro come negli ultimi mesi».

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