Spaccio, droga e rifiuti a Boscoreale: svolta per le 80 telecamere anticamorra

Pasquale Malvone,  

Spaccio, droga e rifiuti a Boscoreale: svolta per le 80 telecamere anticamorra
Il Comune di Boscoreale

Si scrive “Boscoreale sicura 4.0”, si legge videosorveglianza. Il progetto delle telecamere a circuito chiuso, tanto atteso, arriva finalmente a compimento. La giunta Diplomatico, con il finanziamento di 355.000,00 euro erogato dalla Città Metropolitana nell’ambito del piano integrato di sicurezza urbana, ha dato il via libera per l’indizione del bando di gara. Procedura che sarà espletata in tempi brevissimi grazie alla AsmelConsortile, una piattaforma telematica consortile che consente di gestire in maniera più efficiente la gestione delle gare d’appalto entro una certa somma. L’approvazione della delibera rappresenta l’ultimo atto di un lungo iter burocratico prima che venga elaborato il bando di gara per l’affidamento dei lavori. Il progetto è stato integrato con una serie di osservazioni e suggerimenti forniti dalle forze dell’ordine per individuare nel dettaglio le aree del territorio che dovranno essere interessate dal sistema di videosorveglianza. In base al progetto preliminare, sono previste ben ottanta telecamere che saranno installate in zone maggiormente a rischio. L’obiettivo è creare una rete capillare per la prevenzione e il contrasto alle forme di illegalità presenti sul vasto territorio boschese: dai raid sfociati nel sangue degli ultimi mesi all’emergenza spaccio. Fino all’abbandono illecito dei rifiuti..

Il progetto

La cabina di regia sarà installata all’interno del comando dei vigili urbani ma le immagini saranno collegate anche ai carabinieri per una consultazione immediata e in tempo reale. Il progetto era stato approvato a inizio consiliatura dal sindaco Diplomatico con la sottoscrizione del “Patto per la sicurezza urbana” in Prefettura. Si tratta di un accordo sinergico stipulato con i comuni che prevede l’estensione, sul territorio comunale, della piattaforma di videosorveglianza per la prevenzione e il contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, per le zone ad alto rischio, e potenziamento della centrale di monitoraggio connessa alle Forze dell’Ordine.

Le telecamere fuori uso

Boscoreale è tra quei pochi comuni del vesuviano che può vantare di un sistema capillare di videosorveglianza, almeno sulla carta, visto che le telecamere sono fuori uso da un pezzo. Su trenta “occhi elettronici” collocati in aree strategiche del territorio, solo sei sono in grado di registrare e trasmettere le immagini alla centrale operativa. Il primo progetto era stato ripreso dal Commissario Prefettizio, Prefetto Michele Capomacchia, che nel 2012 firmò un decreto per la realizzazione di un sistema di telecamere a circuito chiuso. Le prime aree ad essere interessate sono la centralissima piazza Pace e l’adiacente Palazzo Municipale, via Garibaldi, via Grotta e via Vecchia Aquini, strade particolarmente interessate dal fenomeno dello sversamento selvaggio di rifiuti di ogni genere. Appena un anno dopo, è ancora il Commissario Prefettizio, pochi mesi prima di lasciare le redini dell’ente, a potenziare il sistema, attivando altri punti presso l’area del parco pubblico di via Papa Giovanni XXIII e piazza Vargas. L’enorme flusso di immagini veniva raccolto presso la sede del comando della Polizia Locale, 24 ore su 24, e saranno visibili anche dalla caserma dei carabinieri.

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