Ercolano, massacrò l’ex moglie a coltellate: processo-lampo al killer di Ornella

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Ercolano, massacrò l’ex moglie a coltellate: processo-lampo al killer di Ornella

Ercolano. La procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato per Pinotto Iacomino, l’imprenditore di Ercolano finito in carcere per il massacro dell’ex moglie Ornella Pinto. A due mesi esatti dall’efferato omicidio in via Ciavolino – quartiere Arenaccia a Napoli, dove la donna viveva insieme al figlio di 3 anni – il pubblico ministero Fabio De Cristofaro, incaricato delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone, si è convinto di avere già raggiunto l’evidenza della prova: dunque, niente udienza preliminare per l’assassino della città degli Scavi e subito il processo.

D’altronde, l’uomo – al termine di una disperata fuga in Umbria – si era consegnato spontaneamente ai carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni: durante il successivo interrogatorio di garanzia, poi, avrebbe ammesso di avere ucciso l’ex moglie – la notte tra il 12 marzo e il 13 marzo scorso – al termine di una lite. In realtà, come ricostruito dagli investigatori, le cose sarebbero andate diversamente: Pinotto Iacomino partì dal B&b della città degli Scavi in cui alloggiava e si introdusse nottetempo all’interno dell’abitazione, di cui conservava un mazzo di chiavi. Incurante della presenza del figlio addormentato in una stanza accanto, colpì ripetutamente l’ex moglie con un coltellaccio di 32 centimetri.

Non a caso, al quarantatreenne di Ercolano il pm contesta tre aggravanti: la premeditazione – l’arma del delitto sarebbe stata portata via dalla struttura ricettiva in cui alloggiava il femminicida – la crudeltà e l’avere agito contro una persona a cui l’indagato era legato da una relazione affettiva. Nelle prossime settimane, il legale di Pinotto Iacomino valuterà l’opportunità di essere giudicato con il rito abbreviato, in modo da ottenere lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Ma verosimilmente il quarantatreenne sceglierà il rito ordinario per alleggerire – attraverso perizie e testimonianze – la propria posizione processuale. Al processo si costituiranno parte civile i genitori di Ornella Pinto, assistiti dall’avvocato Mino Capasso. La sorella della vittima – a cui è stato temporaneamente affidato il bambino – si costituirà in giudizio anche in rappresentanza del figlio della coppia.

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