Torre del Greco, il cimitero «ostaggio» dei ladri: boom di furti da tombe e nicchie

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il cimitero «ostaggio» dei ladri: boom di furti da tombe e nicchie
Il cimitero di Torre del Greco

Torre del Greco. L’emergenza sicurezza al cimitero non riguarda solo i resti mortali misteriosamente «spariti» da loculi e nicchie. Mentre l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba si prepara a fronteggiare i contenziosi giudiziari promossi dai familiari del «defunti scomparsi» al camposanto, infatti, non si arrestano le denunce per i furti registrati tra i viali dell’eterno riposo. Anzi – a partire dalle metà del mese di marzo, quando scattarono le indagini l’arrivo «fuori orario» di una salma – i raid a tombe e monumenti si sarebbero moltiplicati, facendo sospettare una vera e propria regìa criminale.

Escalation di colpi

A finire al centro delle attenzioni dei ladri del cimitero sono – come storica «tradizione» all’ombra del Vesuvio – i fiori depositati sulle tombe dei defunti, in particolare piante di valore o a lunga fioritura, ideali per essere rivendute o riutilizzate. Ma, ultimamente, i predatori del camposanto si sarebbero concentrati anche sulle lampade votive e sulle relative custodie: refurtiva da poche decine di euro, ma evidentemente di valore per chi aveva voluto lasciare un «ricordo» ai propri cari. Nelle ultime settimane le denunce via social – all’interno dei gruppi Facebook di Torre del Greco – e alla forze dell’ordine, già impegnate in una serie di inchieste su fatti & misfatti al camposanto, sono vertiginosamente aumentate. «I furti ci sono sempre stati, ma ultimamente registriamo una pericolosa escalation di raid – conferma il direttore del cimitero, Pasquale Magliacane -. Abbiamo provveduto a segnalare la circostanza agli uffici competenti per le eventuali denunce del caso».

Il giallo telecamere

Ma a rendere particolarmente «sospetta» l’escalation di raid e complicata la caccia alla banda del cimitero sarebbero i posti scelti dai ladri per mettere a segno i furti. Il camposanto cittadino è coperto da una «robusta» videosorglianza – tutte le telecamere sono regolarmente funzionanti, dopo l’ultima manutenzione ordinaria – ma alcuni campi e compresi nicchiari, vista la vastità dell’area, non sarebbero adeguatamente «protetti» dagli occhi elettronici. E proprio nelle zone sprovviste di telecamere si concentrerebbe la maggioranza dei furti, come se i saccheggiatori delle tombe avessero chiara la «piantina di sicurezza» dei viali dell’eterno riposo e sapessero dove colpire senza correre particolari rischi. Un «dettaglio» su cui si potrebbero concentrare le attenzioni degli investigatori, chiamati a fare piena luce sulla nuova ondata di furti. Nuovo lavoro da sbrigare, dopo il ritrovamento di resti mortali abbandonati in un sacchetto della spese e le indagini già avviate dei carabinieri della caserma Dante Iovino arrivati – le scorse settimane – a effettuare accertamenti sia all’interno del camposanto sia al primo piano di palazzo La Salle, quartier generale dell’ufficio cimitero.

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