Quelle morti che non hanno insegnato nulla, riesplode l’incubo sicurezza a via Verdi a Terzigno

Andrea Ripa,  

Quelle morti che non hanno insegnato nulla, riesplode l’incubo sicurezza a via Verdi a Terzigno

Due incidenti in tre giorni, un’escalation di sangue e paura che riaccende vecchie tensioni e richiama alla mente le tragedie che troppe volte sono costate la vita a persone care alla comunità di Terzigno. Via Verdi torna a far paura. E’ una lingua d’asfalto che da Terzigno conduce fino a Poggiomairno, attraversando lo svincolo della Statale del Vesuvio 268. In passato è stata teatro di numerose tragedie. C’è stato un periodo in cui tra scontri di vetture e pedoni sbalzati in aria dalle auto in corsa, i morti erano all’ordine del giorno. Come testimoniano mazzi di fiori, lumini e lapidi diventati segnali inequivocabili della pericolosità di quell’arteria. Negli anni gli interventi sono stati tanti per provare a «limitare» le corse sfrenate di auto e scooter lungo quell’arteria che conduce fuori da Terzigno. Anche i rallentatori, i dossi in cemento, non sono bastati ad arginare il numero degli incidenti. E il fatto che non sia scappato il morto negli ultimi mesi è soltanto casuale, perché gli spaventosi impatti tra vetture restano una triste consuetudine. Come capitato nell’ultimo fine settimane, dove in tre giorni si sono verificati due pericolosi incidenti stradali. Il primo nella tarda serata di giovedì, uno scooter guidato da un ragazzo ha terminato la propria corsa contro un’auto che lo precedeva. Il giovane sbalzato dallo scooter s’è salvato grazie al casco, è ricoverato in ospedale per le ferite riportate. Per i medici è un «autentico miracolato». Ma non è finita qui perché sabato sera un uomo a bordo di una vettura ha imboccato contromano un breve tratto di strada a ridosso di via Verdi e s’è immesso sull’arteria principale, la macchina che proseguiva nel senso corretto di marcia non è riuscita a evitarla. Altro incidente, nuovamente feriti – non gravi – sulla strada che negli ultimi anni è stata ribattezzata «arteria killer». Intanto nel quartiere, che già troppe volte ha visto consumarsi tragedie, monta la paura. «Si corre troppo», dicono alcuni commercianti della zona. «Le morti degli ultimi anni non hanno insegnato nulla».

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