Tangenti a Meta, riparte il processo ma è rischio prescrizione per sindaco, comunali e ditte

Salvatore Dare,  

Tangenti a Meta, riparte il processo ma è rischio prescrizione per sindaco, comunali e ditte

Il rischio della prescrizione si fa ormai sempre più concreto ed è  praticamente dietro l’angolo. Perché alcune accuse mosse dalla Procura di Torre Annunziata riguardano fatti risalenti addirittura a una decina di anni fa. Il processo attualmente in corso dinanzi la prima sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata per il presunto giro di tangenti e favori su appalti e affidamenti al Comune di Meta comunque prosegue. Tra gli imputati c’è anche il sindaco nonché consigliere della Città metropolitana di Napoli Giuseppe Tito, difeso dall’avvocato Paola Astarita. Nell’udienza di ieri mattina a Torre Annunziata è stato ancora una volta sentito un luogotenente della guardia di finanza che ha svolto una parte delle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata. In particolare, il militare ha deposto in merito alle presunte anomalie riguardanti l’appalto per l’installazione delle luminarie natalizie per il 2014 a cura della Tecno service riconducibile all’imprenditore Aniello Donnarumma, difeso dall’avvocato Roberto Attanasio. La prossima udienza è stata fissata per il 28 ottobre prossimo, quando ci sarà il contro esame per il luogotenente delle fiamme gialle e spetterà al collegio difensivo degli imputati rivolgere domande al teste. Nelle scorse settimane, erano state anche depositate le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche. Si tratta di ben 1.700 pagine. Nonostante il processo (con rito ordinario) stia proseguendo, alcuni capi di imputazione sono a questo punto a forte rischio prescrizione tanto che già ad agosto, stando ai “conteggi” dei legali, taluni capi di imputazione potrebbero “cadere” del tutto. Oltre Tito e Donnarumma, la Procura mette sotto accusa gli imprenditori Antonino Staiano e Nunzio Lardaro, la dipendente di una cooperativa Carmela Izzo e i funzionari comunali Rocco Borrelli, Paola De Maio e Rina Paolotti. A vario titolo, a chiusura delle indagini su Meta, la Procura di Torre Annunziata ha avanzato ipotesi di peculato, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, appropriazione indebita ed emissione di false fatture. Gli imputati – come già fatto nel corso dell’udienza preliminare – ritengono corretto il proprio comportamento e sono pronti a rispedire le accuse al mittente difendendosi in dibattimento. La Procura di Torre Annunziata ha indagato in particolare su tre vicende tra cui la gestione del parcheggio in località Conca, nel 2012, affidato alla cooperativa San Michele; il servizio di trasporto scolastico gestito per l’esercizio 2014/2015; l’affidamento dei lavori di installazione delle luminarie.

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