Torre del Greco, la tragedia di Consiglia. Dalla dispnea al doppio collasso: i 20 giorni del calvario sotto i fari dei pm

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, la tragedia di Consiglia. Dalla dispnea al doppio collasso: i 20 giorni del calvario sotto i fari dei pm
Consiglia Benducci aveva 40 anni. Era madre di 2 figli

Torre del Greco. Toccherà alla procura di Napoli a fare piena luce sulla morte di Consiglia Benducci, la quarantenne di via Cappuccini – madre di due figli, rispettivamente di 18 anni e 14 anni – deceduta all’Ospedale del Mare al termine di un calvario lungo tre settimane. Un’odissea iniziata con un intervento di routine – l’asportazione della tiroide – presso una clinica privata di San Gennaro Vesuviano e sfociata in tragedia. Dopo la denuncia presentata dai familiari della donna – assistiti dall’avvocato Maria Laura Masi – il sostituto procuratore Stella Castaldo ha aperto un’inchiesta, al momento a carico di ignoti. Ma già a partire dall’inizio della prossima settimana ci potrebbero essere i primi nomi sul registro degli indagati.

L’intervento

Secondo la ricostruzione messa nero su bianco dalla madre della vittima – la donna è stata ascoltata a sommarie informazioni testimoniali dagli agenti di polizia del commissariato di Ponticelli – tutto sarebbe iniziato lo scorso 29 aprile, quando Consiglia Benducci varcò la soglia di una clinica privata di San Gennaro Vesuviano per l’asportazione della tiroide. Un’operazione a lungo rinviata dalla quarantenne – già colpita da ischemia a causa di una gestosi in occasione del parto del primo figlio – ma resa necessaria dai fastidi provocati alla trachea e, conseguentemente, alla respirazione. L’intervento, secondo il bollettino dei camici bianchi, venne effettuato senza problemi e già il successivo primo maggio la donna tornò a casa per la degenza. Ma una volta tornata all’interno dell’abitazione di via Cappuccini – la traversa di collegamento tra la centralissima via Roma e via Circumvallazione – Consiglia Benducci avvertì subito problemi respiratori, in particolare durante la notte. Una serie di pericolosi episodi di dispnea capaci di convincere la donna a rivolgersi in varie occasioni ai medici della clinica privata di San Gennaro Vesuviano, ricevendo sempre rassicurazioni sul decorso post-operatorio.

Il doppio collasso

Ma il successivo 8 maggio suonò un inquietante campanello d’allarme: la quarantenne collassò durante la notte e venne trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare. Al termine di una lunga serie di accertamenti, Consiglia Benducci venne dimessa con il consiglio di effettuare un elettroencefalogramma per verificare la regolarità dell’attività cerebrale. L’esame venne eseguito a distanza di qualche giorno presso una struttura privata di Torre Annunziata, con esito negativo. I disturbi accusati durante la degenza furono evidenziati al momento di rimuovere in punti di sutura – il 13 maggio – ma senza preoccupare i camici bianchi della clinica privata. Fino al drammatico epilogo di questa settimana, dove gli unici momenti di serenità sono arrivati per il compleanno dei due figli, nati entrambi lo stesso giorno. Una gioia durata meno di 24 ore, perché la mattina del 18 maggio, Consiglia Benducci perse nuovamente i sensi proprio davanti ai suoi due ragazzi: «Mi manca l’aria e non riesco a respirare», le ultime parole prima del secondo collasso in dieci giorni. Immediatamente scattarono l’allarme e la successiva richiesta d’aiuto. Un’ambulanza della croce rossa di Ercolano arrivò negli angusti vicoli a ridosso del centro storico di Torre del Greco e trasportò la donna nuovamente al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, dove la quarantenne venne ricoverata in codice rosso. Dopo un giorno in corsia, le condizioni sembrarono migliorate al punto da convincere i medici a valutare l’ipotesi delle dimissioni. Ma la mattina del 19 maggio la situazione precipitò in pochi minuti: Consiglia Benducci – a causa di una nuova crisi respiratoria – venne intubata d’urgenza, ma il suo cuore si è fermato. Per sempre.

Attesa per l’autopsia

«Inizialmente si era pensato al Covid-19, ma i tamponi hanno dato esito negativo – fa sapere l’avvocato Maria Laura Masi -. Dal momento dell’operazione, come riferiscono i familiari, il suo stato di salute è andato via via peggiorando fino al decesso di mercoledì scorso». Di qui, la decisione del sostituto procuratore della procura di Napoli di aprire un’inchiesta per valutare eventuali relazioni tra l’operazione eseguita il 29 aprile e il decesso arrivato il 19 maggio. Venti giorni da incubo per i familiari della quarantenne, ora a caccia della verità sulla tragedia. Il fascicolo, al momento, resta a carico di ignoti. Ma già a inizio settimana, sulla scorta delle cartelle cliniche – tutto, al momento, sotto sequestro – e della ricostruzione dei familiari della vittima, potrebbero essere iscritti i primi nomi nel registro degli indagati. Sempre a inizio settimana, poi, sarà eseguita al Secondo Policlinico di Napoli l’autopsia con cui medici legali e magistrati contano di cominciare a vedere chiaro sulla tragedia di Consiglia Benducci. Morta in tre settimane dopo un’operazione di routine alla tiroide.

Lo sgomento degli amici

La notizia della tragedia si è diffusa in poche ore in via Roma e dintorni, zona abitualmente frequentata da Consiglia Benducci. Scatenando sgomento e rabbia tra gli amici della quarantenne: «Da quando ho ricevuto quella brutta telefonata il mio cuore è stato trafitto – il ricordo social della cugina – tutto mi sembra surreale. Ho supplicato il Signore che fosse solo un incubo, ma la realtà è cruda e amara. Ci siamo divise tutto, abbiamo riso e scherzato, hai sempre portato la pace e mai la discordia. Non posso smettere di pensare ai sogni che dovevamo realizzare e ciò che mi resta di noi sono gli ultimi messaggi di lunedì sera  dove come sempre mi dicevi di volermi bene. Ti porterò nella mia anima sempre e conserverò tutto ciò che di bello c’è stato tra noi». Parole che tornano in tutti i messaggi postati sulla bacheca Facebook della donna: «Sei stata per me un’amica e una sorella – il ricordo di Vincenzo -. Abbiamo  lavorato insieme per un bel po’ e abbiamo condiviso dei bei ricordi tutti insieme. Questa notizia mi ha sconvolto il cuore, non ho parole. Con tutte le tue sofferenze, sei stata sempre forte come una guerriera: ti voglio ricordare così come eri».

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