Scafati. Giornalisti cacciati dall’aula, le scuse del presidente del consiglio comunale: «Siamo mortificati»

Adriano Falanga,  

Scafati. Giornalisti cacciati dall’aula, le scuse del presidente del consiglio comunale: «Siamo mortificati»

Fuori i giornalisti dal consiglio comunale. E’ imbarazzo istituzionale tra il sindaco Cristoforo Salvati, il presidente del consiglio comunale facente funzioni Mario Santocchio, la segretaria comunale Giovanna Imparato e il funzionario datore di lavoro Maurizio Albano. Venerdì sera, a seduta consiliare in corso, i giornalisti sono stati allontanati dall’aula nonostante avessero tutti un regolare accredito. «Sono profondamente dispiaciuto e mortificato per non aver potuto garantirvi di assistere alla seduta, nonostante le vostre richieste di accredito, regolarmente protocollate, fossero state legittimamente accettate dallo scrivente – scrive in una lettera il giorno dopo Santocchio – Avevo infatti ritenuto di autorizzare l’ingresso della stampa all’aula consiliare per assistere ai lavori del consiglio sulla scorta di una nota datata 20 aprile, a firma del datore di lavoro del Comune di Scafati, con la quale si confermava la possibilità di autorizzare l’accesso alla sala di 27 persone in aggiunta agli amministratori e ai dipendenti comunali impegnati nelle attività di supporto agli organi istituzionali. Purtroppo, il datore di lavoro dell’ente, in data 19 maggio, rispondendo a un quesito che gli avevo posto qualche giorno prima per avere indicazioni sulle modalità con cui avremmo dovuto far accedere i giornalisti all’aula consiliare, aveva scritto una nota in cui forniva parere negativo rispetto all’ingresso della stampa alla sala consiliare, sulla scorta di un ulteriore parere del responsabile della sicurezza del Comune. Di questa nota, purtroppo, ne ho avuto contezza solo all’avvio dei lavori del consiglio, quando il comandante della polizia locale mi ha contattato per farmi sapere che non avrebbe potuto autorizzare l’ingresso dei giornalisti, sulla scorta del parere negativo del datore di lavoro di cui io non ero a conoscenza, non avendo scaricato la posta istituzionale negli ultimi giorni». Secondo il datore di lavoro Albano i giornalisti sono  considerati estranei ai lavori. Santocchio però aveva deciso di assumersi la responsabilità nella sua veste di presidente ma sono state la solerzia e l’insistenza della segretaria a convincerlo a desistere. Anche il sindaco Salvati, in uno con Santocchio, durante l’assise ammette l’imbarazzo, ponendo le scuse ai giornalisti con l’impegno di fare chiarezza di questo caos burocratico decisamente spiacevole e mortificante. Secondo il responsabile della sicurezza Adolfo Rizzo, la seduta precedente era stata autorizzata data «l’eccezionalità della richiesta», in quanto si votava il bilancio. «E’ impensabile mandar via i giornalisti, che sono un filtro, un ponte con i cittadini – la solidarietà di Teresa Formisano – Ci riempiamo la bocca del termine partecipazione, ma poi ci mancano le basi». Non è chiaro neanche quale sia la normativa che consideri una votazione più importante di un’altra. Una brutta pagina.

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