Draghi chiede a Ema un’indicazione chiara sul mix di vaccini

Redazione,  

Draghi chiede a Ema un’indicazione chiara sul mix di vaccini

Un’indicazione chiara da parte dell’Ema sulla possibilità di mescolare due tipi diversi di vaccini tra la prima e la seconda dose. Ad appellarsi all’Agenzia Europea dei medicinali, affinché dia delle indicazioni certe, è il presidente del Consiglio Mario Draghi, che sul fronte vaccini continua a premere sull’acceleratore. Intanto, mentre arrivano nuovi dati che dimostrano l’efficacia di Moderna anche sugli adolescenti, aumenta la confusione tra i 4,2 milioni di italiani che hanno già avuto un’infezione da Sars-Cov-2 poichè spesso non c’è chiarezza sul protocollo da seguire. “C’è stata una certa soddisfazione sul modo in cui procedono le vaccinazioni un po’ dappertutto – ha sottolineato Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio Ue – e la campagna deve accelerare anche in estate. Le forniture continueranno ad arrivare in modo sufficiente”. Certamente una svolta in positivo potrebbe arrivare proprio dalla possibilità di intercambiabilità tra vaccini. E’ necessaria un’indicazione da parte dell’Ema sulla possibilità di mescolare i vaccini tra prima e seconda dose – ha sottolineato il premier, secondo fonti europee, nel corso della sessione del Consiglio Ue dedicata al Covid – anche perché, secondo alcuni studi, è più efficace fare il richiamo con un vaccino diverso piuttosto che con lo stesso della prima dose. In merito a questo, Draghi avrebbe proposto anche di chiedere all’Ema di pronunciarsi il più presto possibile, perché questo aumenterebbe la flessibilità per gli Stati membri nell’approvvigionamento. Anche per la presidente della Commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco, Patrizia Popoli, “l’utilizzo di vaccini diversi tra prima e seconda dose potrebbe essere un’opzione interessante, qualora i primi dati positivi fossero confermati”.

“Ci sono alcune evidenze, anche se su un numero limitato di soggetti – ha spiegato nel corso di un webinar – che mostrerebbero come somministrare una seconda dose di un vaccino a mRna dopo una prima dose di vaccino AstraZeneca conferirebbe un livello di protezione importante”. Su questo, ha sottolineano, “Ema non si è pronunciata, ma avere un pronunciamento su questo aspetto sarebbe utile per i singoli paesi e per le decisioni relative alla campagna vaccinale”. Ad esempio, ha argomentato, si potrebbe valutare tale ipotesi pensando ad una seconda dose con un vaccino diverso da AstraZeneca per i soggetti più giovani, che rappresentano la fascia maggiormente colpita dagli eventi rari di trombosi registrati. Superano intanto i 31,3 milioni le dosi di vaccino somministrate in Italia, ma restano alcuni dubbi alimentati dalla diffusione di fake news sull’opportunità di vaccinarsi per chi sia guarito da Covid-19. “In merito a questo è grande la confusione. In molti ci chiamano per avere informazioni. Ricordiamo che chi è ha avuto un tampone positivo deve vaccinarsi con una sola dose per dare un ‘booster’ o un potenziamento dell’immunità”, spiega Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg). La circolare ministeriale 3 marzo 2021 è chiara: “una sola dose – afferma – basta in questi soggetti a offrire una protezione robusta in particolare contro le varianti ed è consigliato farla perché amplifica la risposta immunitaria acquisita con l’infezione”. Buone notizie arrivano, invece, sul fronte del vaccino per i giovanissimi. Mentre si attende per il 28 maggio il via libera di Ema al vaccino Pfizer per i ragazzi da 12 a 15 anni, sono appena stati annunciati da Moderna i dati relativi allo studio TeenCOVE. Su 3.700 partecipanti tra 12 e 17 anni è stata dimostrata un’efficacia del vaccino pari al 93% dopo la prima dose e del 100% in chi ha avuto anche la seconda. “Invieremo questi risultati alla FDA e agli altri Enti Regolatori agli inizi di giugno, chiedendo l’autorizzazione”, ha annunciato Stéphane Bancel, ad dell’azienda statunitense.

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