Annachiara, virologa stabiese a Londra «Non penso di tornare in Italia»

Vincenzo Lamberti,  

Annachiara, virologa stabiese a Londra «Non penso di tornare in Italia»

Annachiara Rosa ha 33 anni, è di Castellammare, si è laureata alla Federico II e dopo un dottorato a Trento, lavora oggi come virologa al Francis Crick Institute di Londra. Qualche mese fa ha scoperto come il Covid usasse la biliverdina per nascondersi e non farsi attaccare dal sistema immunitario. Oggi è uno dei tanti cervelli in fuga, persi dal nostro paese.

Annachiara ci pensa mai all’Italia e a Castellammare?

«Certo, ci sono gli affetti, la famiglia, gli amici, ma non ci sono le opportunità e questa cosa mi fa soffrire»

Cosa ha trovato a Londra che non c’era qui?

«Qui, chiunque può fare tutto. E’ una questione di mentalità delle persone, si è sempre fatto così. Qui nuove idee trovano terreno fertile. Da noi tutto si perde in burocrazia e manca sostegno materiale, penso anche ai soldi, ai finanziamenti, oltre a tutta una serie di fattori che qui sono essenziali»

Lei è una virologa.

«Ho lavorato sui virus, prima mi occupavo di HIV il virus che causa l’AIDS. A Trento ho studiato come questo virus interagisce con le nostre cellule».

Come ha iniziato?

«Ho iniziato facendo volontariato perché volevo dare una mano. Poi è venuto fuori un bellissimo lavoro, ma non solo per merito mio, anche per il convergere di altre esperienze»

A uno studente consiglierebbe di andare all’estero?

«Sicuro. Io direi vai all’estero, non solo per la ricerca ma perché ti cambia l’apertura mentale. Anche se studi legge o architettura puoi poi tornare nel tuo paese che sia Castellammare o Milano e dare contributo più grande».

Pensa di tornare qui?

«No, non ci penso. Sarebbe bello, ma non è fattibile nel futuro prossimo. Sto bene professionalmente, sono appagata perché devo rinunciare a questo? Poi sognare non costa nulla»

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