L’ombra del racket sul rogo in una pescheria di Boscoreale

Pasquale Malvone,  

L’ombra del racket sul rogo in una pescheria di Boscoreale

Una pescheria del centro cittadino è stata oggetto di un raid incendiario.

A quanto si apprende, la scorsa notte i carabinieri della stazione di Boscoreale sono intervenuti in via Giovanni della Rocca dove è stato rivenuto del liquido infiammabile davanti alla saracinesca del negozio.

L’incendio ha provocato solo lievi danni alla struttura. Sono in corso indagini per stabilire la natura del dolo, ma gli elementi in possesso e la stessa dinamica dei fatti porta dritto al racket che non risparmia certo la cittadina vesuviana.

I militari dell’Arma, agli ordini del luogotenente Massimo Serra, non escludono anche altre ipotesi. Non è la prima volta che la pescheria finisce nel mirino dai malintenzionati. In passato, le vetrine erano state attinte da un colpo di pistola. Da allora era calato il silenzio. Il titolare della pescheria ha sporto formale denuncia contro ignoti e non ha saputo fornire elementi utili agli inquirenti. Da quanto si apprende, ha negato di aver ricevuto richieste estorsive. In ogni caso, la tensione in città è alta. Dopo la rapina a mano armata ai danni di un ottico di piazza Pace, i fenomeni di microcriminalità sono in aumento e coincidono con la graduale riapertura delle attività dopo le restrizioni imposte dal lockdown. Il raid della scorsa notte ha riacceso i riflettori su un fenomeno ancora sommerso, dove l’omertà delle vittime è ancora più assordante delle bombe carte, degli spari alle vetrine e degli incendi alle saracinesche. Nei mesi scorsi avevano fatto scoppiare l’allarme sicurezza sul territorio comunale i diversi raid consumatisi all’interno del quartiere-ghetto di via Settetermini. Le intimidazioni, i colpi d’arma da fuoco esplosi, gli ordigni lasciati davanti alle abitazioni dei pusher che gestiscono il giro d’affari della droga in quel lenzuolo di territorio, spesso dimenticato dalle istituzioni, avevano indotto i vertici dell’amministrazione comunale ad accelerare per chiedere l’implementazione dell’impianto di videosorveglianza, un progetto stipulato con la prefettura che ha più volte rischiato di arenarsi. Dopo mesi d’attesa sembra essere finalmente arrivato il momento di vedere un sistema di telecamere nei quartieri caldi della città. Dalle periferie del Piano Napoli, dove spesso a comandare è la criminalità organizzata, ai salotti buoni del centro storico. Nel programma delle telecamere varato dall’amministrazione Diplomatico la copertura capillare delle zone più a rischio.

(pasquale malvone)

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