Gli ospedali si svuotano, ricoveri Covid dimezzati in un mese: «Luce in fondo al tunnel»

Salvatore Dare,  

Gli ospedali si svuotano, ricoveri Covid dimezzati in un mese: «Luce in fondo al tunnel»

Il numero dei ricoveri per Covid in Campania continua a calare. Gli ospedali si stanno pian piano svuotando, a iniziare dai reparti di terapia intensiva. Fortunatamente, complice l’accelerata impressa dal governo centrale sulla campagna vaccinale – nonostante la Campania reclami migliaia di dosi tuttora non distribuita – l’uscita dal tunnel appare vicina. Basta analizzare i dati diffusi dalla Regione attraverso il bollettino quotidiano elaborato dall’unità di crisi anti coronavirus. Il 26 aprile scorso i pazienti Covid ricoverati erano 1.506, di cui 136 in terapia intensiva. Alla mezzanotte del 26 maggio, i posti letto erano praticamente dimezzati rispetto a un mese fa. Ovvero: 782 ricoverati con 73 posti letto occupati in terapia intensiva. Nel dettaglio, dal 26 aprile al 26 maggio, si sono liberati 850 posti letto, più della metà di quelli di un mese fa. Più o meno come accade per i pazienti in terapia intensiva: il dato fa segnare un -83, oltre il 50 per cento in meno dei posti letto occupati il 26 aprile. Ma è chiaro che bisogna mantenere alto il livello di guardia andando avanti con la somministrazione dei vaccini anti Covid. Che la pressione negli ospedali campani si stia allentando lo si desume anche da ciò che dicono medici e dirigenti sanitari.

Boscotrecase

Savio Marziani, direttore del centro Covi più grande dell’Asl Napoli 3 Sud, mostra fiducia: «La terapia intensiva del Covid Hospital di Boscotrecase è vuota, questa è sicuramente una buona notizia». Il reparto, che nell’ultimo periodo era stato anche ampliato portandola a 28 postazioni, non ha più un solo paziente Covid. Anche in questo caso frutto del giusto mix tra vaccinazioni, rispetto delle regole e ovviamente anche l’aumento delle temperature. Ma la struttura di Boscotrecase resta il punto di riferimento per i pazienti Covid di tutti i 57 comuni che compongono l’Asl Napoli 3 Sud. Ecco. Sempre a Boscotrecase, nella sub pneuomologia, sono occupati 20 posti letto su 32. In “medicina tre” solo 4 pazienti su venti, in subintensiva 3, sono a letto 10 ammalati su 12. In “medicina due” i numeri sono ancora migliori: 4 posti occupati su 20 in subintensiva, 16 su venti nel reparto ordinario. In tutto, facendo un rapido calcolo, si tratta di 54 ammalati, fortunatamente non gravi, in una struttura che può contare fino a quasi 160 posti a disposizione. «Non è il momento di fermarsi, ora le regole vanno rispettate ma è chiaro che se continua così, soprattutto con la campagna vaccinale, possiamo uscire presto dall’emergenza» conclude Marziani.

Torre del Greco

Buone notizie arrivano anche dall’ospedale Maresca che, nella fase più critica dell’emergenza, aveva ospitato fino a 28 pazienti in sub intensiva. «Da qualche giorno abbiamo liberato tutti i posti dedicati ai pazienti affetti da Covid – annuncia con orgoglio la dottoressa Annaitalia Pisacreta, responsabile del presidio Covid del nosocomio di Torre del Greco – Molti sono stati dimessi e mandati in isolamento domiciliare, altri sono stati trasferiti nel Covid hotel di Saviano e quelli che invece avevano ancora sintomi sono stati trasferiti nel presidio ospedaliero di Boscotrecase». Un segnale importante che dimostra, da un lato, la bontà della campagna vaccinale che sta ridimensionando il rischio contagio e dall’altro proietta l’ospedale Maresca verso un futuro di presidio territoriale sanitario. «Siamo di nuovo aperti alle degenze ordinarie in attesa che venga riaperto il nostro pronto soccorso» spiega il medico di Torre del Greco.

Stabia-Sorrento

La svolta riguarda anche l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Le immagini delle ambulanze in fila anche per decine di ore sono ormai un lontano ricordo. Da settimane, non ci sono più pazienti Covid ricoverato. Lo stesso discorso riguarda l’ospedale Santa Maria della Misericordia dove, nel corso della seconda ondata pandemica, era stata eccezionalmente aperta un’astanteria per i pazienti in attesa di trasferimento.

Nola

Da ieri il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola non registra più ricoveri per coronavirus. Dopo i mesi difficili in cui non bastavano interi reparti a ospitare i pazienti, il pronto soccorso è tornato Covid free e nei prossimi giorni tornerà a essere un reparto per l’assistenza dei pazienti non affetti dal virus. Anche il reparto di ortopedia, nei mesi difficili convertito a reparto Covid, continua a svuotarsi con il passare delle settimane. Poco più di dieci le persone ancora ricoverate nel nosocomio, a fronte dei circa 20 posti letto allestiti per fronteggiar l’emergenza sanitaria.

Scafati

All’ospedale Scarlato di Scafati, il pronto soccorso è Covid free. In subintensiva sono 11 i posti letto occupati su 16, in terapia intensiva 4 su 4, nel reparto di malattie infettive 15 ricoverati su 16 posti letto. Tutti i pazienti attualmente ricoverati non hanno mai ricevuto il vaccino o comunque hanno avuto la somministrazione soltanto di una prima dose.

Il monitoraggio

La Fondazione Gimbe, con un report, sottolinea quanto stia calando la curva dei contagi e dei ricoveri. Attraverso il monitoraggio della settimana 19-25 maggio, rispetto alla precedente, su scala nazionale, ci sono diminuzioni di nuovi casi (30.867 rispetto a 43.795) e decessi (1.004 vs 1.215). In calo anche gli attualmente positivi (268.145 vs 315.308), le persone in isolamento domiciliare (258.265 vs 302.080), i ricoveri con sintomi (8.557 vs 11.539) e le terapie intensive (1.323 vs 1.689). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni: decessi 1.004 (-17,4%); terapia intensiva -366 (-21,7%); ricoverati con sintomi -2.982 (-25,8%); isolamento domiciliare -43.815 (-14,5%); nuovi casi 30.867 (-29,5%); attualmente positivi -47.163 (-15%).

Saviano

Intanto, una bella storia arriva da Saviano. Chiara Khayamian, la cooperante napoletana di ritorno dall’India e accolta dagli operatori dell’Asl presso il residence aziendale diretto dal dottor Antonio Coppola, scrive una lettera per ringraziare i medici. Proprio a Saviano ha svolto il periodo di quarantena obbligatorio col timore di aver contratto la variante indiana. «È stato un piacere vedere lavorare dei miei compaesani con così tanto entusiasmo verso chi ne ha bisogno. Se è vero che il lavoro nobilita l’uomo, qui è ancora più vero il contrario: siete voi a rendere nobile tutto questo» scrive Chiara.

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