Portici, il sindaco «dimentica» le quote rosa in giunta: nuova bufera su Cuomo

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Portici, il sindaco «dimentica» le quote rosa in giunta: nuova bufera su Cuomo
Il sindaco Vincenzo Cuomo

Portici. Una nuova bufera «rosa» si abbatte sul sindaco Vincenzo Cuomo e sul suo esecutivo di palazzo Campitelli. Stavolta, l’ex senatore del Pd finisce al centro di un vortice di polemiche per la mancata nomina di un nuovo assessore – rigorosamente donna, per rispettare la parità di genere – in sostituzione di Grazia Buccelli. Sono 100 giorni che nella giunta municipale di Portici – secondo quanto sostiene Mauro Mazzone, consigliere comunale della minoranza – si verifica un’illegittimità: per legge devono essere rispettare le quote rosa in giunta, ma nella città della Reggia sono solo due le donne che attualmente rivestono la carica di assessore.

Infatti, da quando Grazia Buccelli è stata cacciata dall’esecutivo cittadino, il sindaco non ha provveduto a nominare un nuovo assessore donna, ignorando così la legge sulla parità di genere. Oltretutto il sindaco, sotto questo punto di vista, sarebbe un “recidivo” perché lo stesso scenario si presentò quando fu sostituita l’ex assessore Iacomino, con l’assessore alla gentilezza Mariarosaria Liuzzi, nominata dopo mesi di assenza di quote rosa in giunta.

«Durante la settimana in cui Aurora Leone dei The Jackal viene cacciata dalla partita del cuore, la giunta Municipale di Portici celebra un triste evento – l’affondo di Mauro Mazzone -. Da cento giorni l’esecutivo della città della Reggia, capitanato dal sindaco Enzo Cuomo, prosegue la sua attività in violazione della legge 56/2014 conosciuta come legge Del Rio. Ogni Comune deve rispettare le quote di genere nella composizione della giunta in una misura non inferiore al 40%. A Portici da ormai cento giorni, data in cui l’ex assessore Grazia Buccelli ha rassegnato le dimissioni, in giunta siedono cinque uomini e due sole donne. Quanto accade dà la cifra dell’arretratezza culturale diffusa in Italia e che vede complici anche settori delle Istituzioni quanto meno distratti rispetto a questo tema così delicato. Non stupisca che da uomo si sollevi questa questione: la lotta per i diritti di genere è una battaglia di civiltà da vincere insieme, contro stereotipi che ormai dovrebbero essere sepolti dalla storia».

Ma non è finita qui, perché Portici Science Cafè – gruppo culturale della città – ha fatto richiesta al sindaco di intitolare il nome di una strada a una donna celebre di Portici, ma la richiesta sarebbe rimasta in un cassetto. In un città in cui – ricorda Mauro Mazzone – non c’è nemmeno una strada intitolata a una donna, fatta eccezione per le Madonne.

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