Torre del Greco, i maghi della frode restano in cella. L’inchiesta si allarga: spuntano altri 30 nomi

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, i maghi della frode restano in cella. L’inchiesta si allarga: spuntano altri 30 nomi
L'arresto di Antonio «Tony» Perna

Torre del Greco. Nel primo faccia a faccia con i magistrati si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere alle domande. In silenzio, in attesa di riordinare le idee e valutare le possibili strategie difensive. Restano in cella i sette maghi della frode arrestati a inizio settimana dagli agenti della polizia di Stato con l’accusa di avere ripulito i conti corrente di 93 vittime delle loro truffe informatiche. I fermi eseguiti dagli uomini in divisa agli ordini del primo dirigente Antonietta Andria sono stati convalidati, mentre gli investigatori già sarebbero sulle tracce di ulteriori pirati informatici.

I cyber criminali

L’esistenza di varie holding criminali specializzate in phishing – truffe informatiche con le «esche» degli sms – trova riscontri già all’interno dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Antonello Anzalone del tribunale di Torre Annunziata: un provvedimento costato l’arresto ai fratelli Antonio Perna e Raffaele Perna – noti rispettivamente come Tony e Lello, entrambi residenti in viale Castelluccio – e ai loro cugini Aniello Vitiello e Giuseppe Vitiello nonchè a Giovanni Montella, a Giuseppe Stupore e al seppellitore con la passione per i cavalli Giuseppe Cascone. Gli stessi indagati, intercettati a propria insaputa dagli agenti di polizia, facevano riferimento a diversi gruppi – dispregiativamente definiti morti di fame – pronti a proporre al regista Tony Perna di «fare un solo clan». Un’offerta respinta al mittente, con buon pace delle «considerazioni» di Giuseppe Cascone, secondo cui la concorrenza stava «prelevando malament». Ovviamente sempre dai conti correnti di ignari clienti di noti istituti di credito finiti nella trappola dei «falsi telefonisti».

La lista dei nomi

Non a caso, le attenzioni degli investigatori si sarebbero già concentrate su una vasta cerchia di sospettati. A partire dal «gancio» a cui si rivolse Giuseppe Stupore per cambiare organizzazione criminale per finire all’elenco di nomi – in tutto una trentina – cominciati a circolare prima attraverso volantini affissi in città e ora all’interno di un messaggio WhatsApp inoltrato di smartphone in smartphone. Perché il numero di vittime dei maghi della frode sarebbe vertiginosamente superiore ai 93 colpi ricostruiti fino a oggi dagli investigatori. Non a caso ora impegnati a dare un nome e un volto ai «concorrenti» della banda 2.0 finita in manette a inizio settimana.

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