Pompei, alla Cartiera arriva un punto per comprare i bitcoin

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Pompei, alla Cartiera arriva un punto per comprare i bitcoin

Pompei. Dal 21 maggio la Cartiera di Pompei, uno dei centri commerciali più frequentati della provincia di Napoli ospita al suo interno un Atm Bitcoin. Un punto nel quale, in parole povere, versando denaro contante o inserendo una carta di credito, è possibile acquistare il corrispettivo in moneta digitale. Della società che ha istituito questo punto all’interno della Cartiera, Pompei è l’unica città campana dove si possono effettuare queste operazioni. Per le persone che non sono residenti fiscalmente in Italia, un cartello avvisa che il massimo delle operazioni economiche disponibili è pari a 1999 euro. Un sistema, ovviamente, per impedire che qualcuno possa decidere di usare questa traslazione economica per, magari, provare ad occultare grosse somme di denaro. Le regole per i punti Atm, compreso quelli di Pompei, sono le stesse. Le transazioni pari o superiori all’equivalente di 15 000 euro richiedono la scansione di un documento d’identità. “Nel caso in cui la stessa persona acquisti o venda criptovaluta nello stesso giorno ma in diverse transazioni per un importo pari o superiore all’equivalente di 15 000 EUR, interpretiamo queste transazioni come correlate fra loro, pertanto anche in questi casi richiediamo la scansione di un documento d’identità. In casi particolari, come i tentativi di nascondere il volto durante le transazioni, ci riserviamo il diritto di richiedere la scansione del documento d’identità anche per transazioni che riguardano somme più basse. In casi eccezionali, quando sorgono dubbi sulla legalità del motivo per cui il cliente acquisisce i fondi BTC, ci riserviamo il diritto di richiedere e documentare la fonte prima della transazione” si specifica nella nota della società. Il bitcoin è una moneta virtuale creata nel 2009 creata da uno o più hacker con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. Diversamente dalle altre valute il Bitcoin non ha dietro una Banca centrale che distribuisce nuova moneta ma si basa fondamentalmente su due principi: un network di nodi, cioè di pc, che la gestiscono in modalità distribuita, peer-to-peer; e l’uso di una forte crittografia per validare e rendere sicure le transazioni. I Bitcoin disponibili in rete sono 21 milioni mentre quelli effettivamente in circolazione sono circa 9 milioni. Il valore del Bitcoin è passato da 0 (nel 2009) fino a 1200 dollari (il picco dello scorso novembre). Secondo il Financial Times gli scambi totali hanno raggiunto i 10 miliardi di dollari contro i 150 milioni di un anno prima. Particolare attenzione ha raccolto la presenza di un atm bitcoin anche tra i visitatori del centro commerciale. Ovviamente sono i più giovani quelli maggiormente interessati. “Io l’ho usato qualche volta – dichiara una giovane a Metropolis – ma soprattutto per pagamenti online, purtroppo non siamo ancora pronti come economia a supportare operazioni che riguardino anche l’acquisto di beni”. Sono in tanti, infatti, a fermarsi curiosi per capire di cosa si tratti. C’è ancora qualcuno, però, che lo scambia per un punto bancomat.

Vincenzo Lamberti e Massimiliano Colombo

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