Troppi pensionamenti, uffici vuoti: la fuga dei dipendenti dal municipio di Poggiomarino

Andrea Ripa,  

Troppi pensionamenti, uffici vuoti: la fuga dei dipendenti dal municipio di Poggiomarino

Gli uffici del Comune di Poggiomarino sono vuoti. La carenza di personale negli ultimi anni ha spesso spinto l’amministrazione – da meno di un anno retta dal sindaco Maurizio Falanga – a privarsi di numerosi servizi essenziali. I cartelli sulle porte degli anni scorsi con cui venivano annunciati al pubblico l’assenza di impiegati e funzionari non sono scene che si vedono ancora oggi, ma l’emergenza legata al personale resta ancora un grande problema da superare. I motivi di un organico ridotto all’osso sono da ricercare in un ricambio che non c’è stato. Troppi pensionamenti e una stasi nei concorsi, colpa anche dell’emergenza Covid, non hanno permesso alla squadra di governo locale di poter contare su quel rinnovamento auspicato. Tra funzionari, vigili, impiegati e uscieri in municipio ci sono soltanto 54 dipendenti. Ben al di sotto della media stabilita dal Ministero degli Interni che prevede un rapporto di un dipendente ogni 152 abitanti. Facendo due rapidi calcoli, Poggiomarino è sotto di due terzi. Ne servirebbero almeno 145. E invece negli ultimi anni sono andati via trenta dipendenti. Per trasferimenti, ma soprattutto per i pensionamenti. Come certifica l’ultima relazione finita sulla scrivania del primo cittadino poche settimane fa. «Nell’anno 2019 si sono verificate 8 cessazioni dal servizio e,  precisamente, di due istruttori direttivi amministrativi categoria D, quattro istruttori amministrativi categoria C, un messo comunale categoria B e un usciere categoria A. Nell’anno 2020 si sono verificate ulteriori 10 cessazioni dal servizio e, precisamente,  numero 4 agenti di polizia municipale categoria C, 3 istruttori amministrativi categoria C, 2 autisti categoria B, un operatore consollista categoria B3, per un risparmio nell’anno 2020 di 303.774,50 euro; nell’anno 2021 sono previste 4 cessazioni dal servizio e, precisamente, 2 istruttori amministrativi categoria C, un agente di polizia municipale categoria C ed un coadiutore amministrativo categoria B», si legge nell’ultima relazione sul personale redatta dai funzionari del Comune. Un lato che mette in mostra due dati, da un lato l’enorme risparmio economico, dall’altro la totale assenza di garanzia di servizi e di processi di rotazione e mobilità interna. Una stasi che pregiudica soltanto il buon andamento della macchina amministrativa.

Concorsi al rallenty –  A peggiorare ancor di più le cose le lentissime procedure per le assunzioni relative al maxi bando indetto dal Comune oltre un anno fa  per complessive undici assunzioni (era in carica ancora l’ex sindaco Leo Annunziata). Gran parte delle procedure sono ancora in corso, altre sono arrivate alla conclusione. A rallentare tutto l’emergenza Coronavirus che un anno fa ha praticamente paralizzato tutte le procedure in corso. Che solo negli ultimi mesi hanno ripreso a marciare. Insomma alla già «flemmatica» macchina della burocrazia – uno dei tumori della pubblica amministrazione – a rendere ancor più difficile tutto ci ha pensato l’emergenza sanitaria.

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