Castellammare, la rabbia del ristoratore: “Non trovo camerieri, prendono il reddito di cittadinanza”

Tiziano Valle,  

Castellammare, la rabbia del ristoratore: “Non trovo camerieri, prendono il reddito di cittadinanza”

Castellammare. Locali senza personale, camerieri e aiutanti di cucina in fuga dai contratti. Una realtà che sta riguardando molte attività della ristorazione di Castellammare di Stabia. La difficoltà, paradossalmente, è quella di convincere le persone ad essere assunte con un regolare contratto di lavoro. Tant’è vero che il titolare di Family Pizza, locale di piazza Matteotti, che dopo aver rinnovato e ingrandito la struttura si è trovato costretto a lanciare un avviso sui social network per due donne da inserire in cucina e soprattutto specificare: «Si avvisa chi non vuole essere assunto con contratto regolare di non contattare». «Purtroppo è una difficoltà diffusa – spiega Raimondo Lucarelli – Qualcuno arriva, ascolta la proposta, chiede a quanto corrisponderebbe il suo stipendio con un regolare contratto di lavoro e poi rifiuta». Il titolare di Family Pizza ritiene che il problema sia da ricercare nel reddito di cittadinanza: «Le persone che percepiscono 700 euro al mese non vogliono perderlo nemmeno in cambio di un regolare stipendio di 3-400 euro in più – spiega Lucarelli – Noi rispettiamo la legge, non siamo disposti a pagare nessuno in nero e per questo motivo, per evitare che qualcuno potesse avanzare strane proposte abbiamo deciso di mettere in chiaro le cose». Molte attività stabiesi, infatti, stanno cercando di sfruttare gli strumenti che offre la legge, in particolare per quanto riguarda la possibilità di non pagare i contributi previdenziali per tre anni, per le nuove assunzioni. Uno sgravio che consente da una parte di alleggerire il costo del lavoro e dall’altro di dare risposte occupazionali. Un circolo virtuoso che s’interrompe davanti a chi pensa di poter aggirare la legge, lavorando in nero e continuando a incassare il reddito di cittadinanza. «Evidentemente c’è qualcosa in questo sistema che dev’essere rivisto, perché così si rischia di non incentivare le persone al lavoro», spiega il titolare di Family Pizza. La questione era stata sollevata qualche settimana fa persino dal Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che aveva segnalato la difficoltà delle attività ricettive e della ristorazione a trovare personale stagionale o in alcuni casi da impiegare come extra. Un caso che tocca anche Castellammare di Stabia dove negli ultimi anni la crescita del settore food ha fatto sì che aprissero tanti nuovi ristoranti e bar, che hanno cominciato a dare anche risposte occupazionali importanti per tanti giovani. Solo sulla fascia costiera sono circa un migliaio le persone che lavorano nei diversi locali e dopo la crisi dovuta alla pandemia, molti imprenditori hanno addirittura deciso d’investire sulla ripartenza ampliando le attività o realizzando dei gazebo esterni, offrendo quindi nuovi posti di lavoro. Un’offerta che al momento non incontra una domanda che sembra frenata dai sussidi previsti dallo Stato.

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