Mazzette a Torre Annunziata, si dimette il senatore anti-clan: «Non ci sono le condizioni per andare avanti»

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Mazzette a Torre Annunziata, si dimette il senatore anti-clan: «Non ci sono le condizioni per andare avanti»
Lorenzo Diana

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Torre Annunziata. Lo scandalo mazzette in Comune convince il vicesindaco Lorenzo Diana a prendere le distanze dalla giunta guidata dal sindaco Vincenzo Ascione e a rassegnare le dimissioni dall’incarico. Una decisione annunciata già nel primo pomeriggio – a poche ore dall’arresto del suo predecessore Luigi Ammendola e dalla nota con cui il primo cittadino aveva confermato la volontà di andare avanti – e formalizzata con una lettera allo stesso Vincenzo Ascione. Ecco il testo della missiva inviata al primo cittadino per rassegnare le dimissioni: «Caro sindaco, nello scorso mese di gennaio fui chiamato a far parte della nuova giunta municipale allo scopo di aiutare l’amministrazione comunale ad avviare una svolta nell’azione amministrativa sul terreno della trasparenza e della legalità. Il mio impegno in questi mesi a Torre Annunziata,città afflitta dall’arroganza e dalla ferocia della camorra, è stato improntato a promuovere rapidamente atti tesi a dimostrare che un’inversione di tendenza era possibile. Pur in un breve e limitato periodo di tempo,su cui tra l’altro hanno pesato le urgenze imposte  dalla pandemia e l’assenza alla quale sei stato costretto per oltre un mese a causa della quarantena,sotto la mia spinta l’Amministrazione Comunale ha adottato il “piano anticorruzione” con misure molto stringenti sui controlli di legalità.  Infatti sono state introdotte procedure innovative che aggiungono controlli preventivi a quelli successivi a campione sugli atti dei dirigenti,già previsti dalla normativa nazionale, nonchè il divieto di affidamenti diretti di appalti e l’estensione dell’obbligo di informative antimafia sulle ditte contraenti. Nonostante l’impegno profuso in questi mesi per produrre nuove regole,nel segno di una svolta profonda nel modo di operare dell’amministrazione, sono costretto a rilevare che pezzi di apparato burocratico oppongono un “effetto di resistenza” all’azione di necessario cambiamento,richiesto dalle condizioni della città e che erano alla base del mio impegno all’atto in cui accettai la nomina di assessore di Torre Annunziata. Pertanto non essendovi le condizioni per proseguire il mio impegno,rassegno le dimissioni dalla Giunta Comunale. Con l’occasione porgo un saluto ai colleghi assessori,al consiglio comunale ed all’intera città,per la quale ho cercato di impegnarmi con spirito di servizio in questo breve tempo. Torre Annunziata resterà nel mio cuore con la sua bellezza,le sue grandi risorse e le sue ferite sociali».

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