Porto di Torre Annunziata, la saga dei flop: in fumo progetti per 43 milioni di euro

Ciro Formisano,  

Porto di Torre Annunziata, la saga dei flop: in fumo progetti per 43 milioni di euro

Un’altra occasione persa. Un altro treno lasciato andare. Un’altra chance di riscatto volata via. E chissà quando ne arriverà un’altra. Chissà se mai il porto di Torre Annunziata avrà una nuova possibilità per trasformarsi in quell’approdo ricco e sicuro immaginato e sognato, solo sulla carta, dagli amministratori comunali nel corso di questi anni. Di certo c’è che quel sogno rimarrà custodito gelosamente nei cassetti del Comune ancora per diverso tempo. Sì, perché nei giorni scorsi è arrivata un’altra doccia gelata sul municipio. Il 25 maggio, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile ha diffuso l’elenco definitivo dei progetti ammessi ed esclusi dai finanziamenti europei messi in campo nell’ambito del programma di azione e coesione “Infrastrutture e reti 2014-2020”. E in particolare al capitolo dedicato alla “Realizzazione di interventi di recupero waterfront nei territori delle regioni Campania-Puglia-Basilicata-Calabria-Sicilia”. Un’opportunità importante alla quale ha partecipato – giustamente – anche il Comune di Torre Annunziata.  E lo ha fatto presentando due diversi progetti. Entrambi sono stati ritenuti ammissibili ma non finanziabili «per la saturazione delle risorse finanziarie». Tradotto in parole povere: i progetti presentati dall’ente di via Schiti possono essere anche validi, ma quelli che li precedono nella graduatoria stilata dal Ministero – il punteggio si basa su diversi parametri, tra cui la qualità delle proposte – hanno già coperto l’intero fondo a disposizione. E quindi non ci sono soldi per finanziarli. E così, in un colpo solo, sono andati in fumo il piano da 29.998.000 di euro per la riqualificazione e il recupero dell’area portuale di Torre Annunziata (proposto nella linea d’azione relativa all’ampliamento dei moli). E il secondo, da 12.889.760 euro che di fatto si poneva lo stesso obiettivo ma era stato proposto nell’ambito della linea d’azione rivolta alla sistemazione e alla riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali. In tutto fanno poco meno di 43 milioni di euro che sarebbero serviti come il pane per una città che ormai da decenni annaspa in una crisi che sembra irreversibile. Una crisi che potrebbe avere proprio nel porto la sua soluzione, vista la posizione strategica della città nel Golfo (a metà strada tra Napoli e Sorrento e a poche miglia dalle isole). Un obiettivo che è finito anche al centro dei progetti urbanistici di rilancio della città. Progetti però rimasti, come detto, solo su carta. Quello che è il terzo porto della Campania (dopo Napoli e Salerno) resta un’eterna incompiuta. Ostaggio di progetti mai attuati e di incredibili errori. Come la vicenda dei 33 milioni di euro spesi per il dragaggio del porto che però non hanno prodotto risultati.

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