Torre del Greco/Ercolano. Ci sarebbe una spedizione punitiva per uno «sgarro» avvenuto qualche ora prima al centro di Ercolano dietro l’aggressione a pugni e mazze andata in scena in viale delle Mimose, al confine con Torre del Greco: a 96 ore dalla brutale rissa scoppiata davanti alla reggia degli ex armatori-vampiri della Deiulemar compagnia di navigazione emergono inquietanti dettagli sull’ennesima notte di follia all’ombra del Vesuvio.

Retroscena capaci di gettare ulteriori ombre sulla «gioventù bruciata» del Miglio d’oro, pronta a lavare con il sangue le «offese» ricevute in strada. Sì, perchè secondo le voci circolate all’interno del «rione chic» all’indomani dell’assalto del branco a entrare in azione – in sella a diversi scooter – sarebbe stato un gruppo di giovani di corso Resina, cuore della città degli Scavi, a caccia di vendetta dopo un diverbio avvenuto qualche ora prima tra la vittima del commando e il nonno del capo-branco: una discussione per futili motivi, chiusa dal giovane rampante con qualche insulto all’indirizzo dell’anziano.

Una «mancanza di rispetto» capace di convincere il nipote dell’uomo a organizzare una missione in viale della Mimose per «insegnare l’educazione» al rampollo di buona famiglia: un raid immortalato da diversi smartphone, con i filmati diventati virali sul web e già finiti sotto i riflettori degli investigatori – le indagini sono affidate ai carabinieri della caserma Dante Iovino, guidata dal capitano Andrea Leacche – impegnati a dare un volto e un nome ai protagonisti dell’ultima maxi-rissa lungo viale delle Mimose.

Le immagini dei video, in effetti, sembrerebbero confermare la tesi circolata tra i giovani della movida: gli smartphone inquadrano inizialmente una serie di scooter provenienti da via Enrico De Nicola e apparentemente «a caccia» di qualcuno, poi individuato su una moto parcheggiate della piazzola solitamente utilizzata come bar all’aria aperta. Una volta avvistato l’obiettivo, il capo-branco si avvicina alla vittima e – al termine di un rapido scambio di battute, come a «spiegare» le ragioni del raid – lascia partire il primo schiaffo, prima della successiva aggressione di tutta la comitiva. Pronta poi a fuggire via, sempre in sella a 4 o 5 scooter, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Alla luce dei nuovi retroscena sulla notte di follia in viale delle Mimose non è escluso che adesso i militari dell’Arma possano decidere di ascoltare qualche residente della zona o habitué del «rione chic» per provare a trasformare le voci in denunce precise e dettagliate. Perchè adesso appare chiaro come i protagonisti della spedizione punitiva non siano poi così misteriosi e che, se qualcuno decidesse di abbattere il muro di omertà alzato intorno alla vicenda, si potrebbe cominciare a pensare di ripristinare l’ordine e la legalità in un quartiere in passato fiore all’occhiello della zona alta tra Ercolano e Torre del Greco e oggi trasformato in terra di nessuno.

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