Viaggio tra i ristoratori che sfidano la crisi, il Leone Rosso di Sorrento: «C’è entusiasmo ma attendiamo i turisti»

Salvatore Dare,  

Viaggio tra i ristoratori che sfidano la crisi, il Leone Rosso di Sorrento: «C’è entusiasmo ma attendiamo i turisti»

«Se ripenso al lockdown di un anno fa sembra essere trascorso un secolo. Incredibile. Fortunatamente ora il peggio è passato ed è finito il tempo di piangersi addosso. Per rinascere definitivamente serve grandissima volontà, lamentarsi un giorno sì e l’altro pure è inutile». Lo sguardo è carico di entusiasmo. Il cuore è pieno di fiducia: «La vita normale è dietro l’angolo, ora sta a noi riprendercela e fare la nostra parte». Antonino Maresca è il patron del ristorante “Leone Rosso” di Sorrento e dell’omonimo cafè. Guida la sua creatura con semplicità e mentre si accomoda a un tavolino lancia uno sguardo alla sala interna in cui è tutto pronto per accogliere i clienti a pranzo e a cena: «La risposta è decisamente buona – dice il ristoratore – Una volta revocato il coprifuoco si riprenderà a ritmi intensi. Avverto sensazioni positive, spero di non essere smentito». Il “Leone Rosso” è situato in una posizione strategica di Sorrento: si trova a pochi passi dalla stazione della Circumvesuviana e a meno di cinquanta metri da corso Italia. Insomma, l’ideale. Non a caso, il ristorante è frequentato non solo da gente del posto e clienti italiani: piace anche ai clienti stranieri che alloggiano in hotel e strutture extralberghiere del centro cittadino. Ed è qui che si apre il capitolo turismo, strettamente legato alle attività di ristorazione. «D’altronde siamo una filiera. Se un ingranaggio non va bene ne risente tutto il meccanismo» annuisce Maresca. In tal senso, la sensazione generale – come rimarcato pure da Federalberghi e balneari – è che in penisola sorrentina si possa attraversare un’altra estate modesta, dove a prevalere sarà il turismo di prossimità. Cioè: clienti esclusivamente italiani. «Vediamo, aspettiamo buone notizie – ribatte Maresca – Sarà sicuramente fondamentale il via libera definitivo a tutti i voli internazionali. È evidente però che anche dalle nostre parti siamo dinanzi a una fase decisiva per poter migliorare la proposta. Penso ad esempio alla necessità di provvedere davvero a un programma di destagionalizzazione che possa essere condiviso da tutte le categorie. La certezza è che non dobbiamo limitarci a garantire occupazione per una manciata di mesi. Estendendo le opportunità, tutti ne gioverebbero, così facendo la nostra terra potrà tornare attraente e forte, forse anche più di prima. E si potrebbe lavorare tutto l’anno come fanno già altre località italiane ed estere». Intanto, però, già il fatto di poter restare aperti a cena, con servizio concesso negli ambienti interni (prima del Covid la disponibilità era di un centinaio di posti a sedere, ora si è a quota settanta), rappresenta una prima svolta dopo mesi da incubo: «Rivedere i tavoli pieni e animati è un’emozione bellissima, stupenda, che ha coinvolto me e tutti i dipendenti – racconta il ristoratore di Sorrento – Si torna a socializzare con le persone, stiamo toccando con mano il valore della vita vera e di ciò che temevamo potesse durare ancora per tanto tempo. Quella delle restrizioni, delle rinunce, delle zone rosse e delle sofferenze era un’altra cosa. Non era vita. Per carattere sono molto ottimista, credo che al più presto la rinascita diverrà realtà. La clientela d’altronde fa trapelare fiducia, trasmette energia. La gente non ce la fa più a stare a casa. Ha bisogno di viaggiare, sorridere, andare a cena, al mare, ha voglia di divertirsi e non pensare più alle amarezze inferte dalla pandemia, sebbene è doveroso proseguire a rispettare al meglio tutte le prescrizioni anti contagio». E ancora: «Le persone avvertono l’esigenza di tornare a fare ciò che prima del Covid 19 appariva una formalità. Un anno e mezzo fa, ad esempio, andare al ristorante era una cosa del tutto normale mentre adesso tutti, compresi noi ristoratori, stiamo capendo il valore della semplicità. Sono sicuro che andrà sempre meglio anche per la distribuzione dei vaccini che sono fondamentali. E pensare che appena qualche tempo fa eravamo tutti convinti che bisognasse aspettare almeno tre anni. La scienza e la medicina hanno fatto un miracolo». Al “Leone Rosso” di via Marziale i dipendenti sono una ventina, quasi tutti già immunizzati nelle scorse settimane. «Con loro – sottolinea l’imprenditore di Sorrento – esiste un rapporto fortissimo, vero, siamo una squadra in cui ognuno dà il massimo nel rispetto dei ruoli e con professionalità. Anzi, dico di più: col tempo e le sofferenze dovute pure al lockdown si è creata un’autentica famiglia. Questo è un aspetto a mio avviso importante in un posto di lavoro. Quando abbiamo dovuto fermare l’attività a causa del lockdown ho trasmesso loro molto ottimismo. La risposta, appena abbiamo riaperto, è stata di conseguenza. Esiste una grandissima energia. Spesso siamo portati a rimarcare le mancanze del governo, della Regione, della pubblica amministrazione. Ed è giusto. Ma accanto a questo è essenziale conservare identità, fiducia e voglia di fare bene. Solo così si può davvero ambire a una rinascita per la penisola sorrentina e non solo».

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