Boscoreale, i bimbi del Piano Napoli disegnano i loro otto supereroi

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Boscoreale, i bimbi del Piano Napoli disegnano i loro otto supereroi

Boscoreale. “C’era una volta una principessa di nome Alice. Era lesbica, aveva la pelle scura. Per questo, suo padre la cacciò da casa. Alice non si perse d’animo, si fidanzò lo stesso con Mara, la sua migliore amica e insieme fondarono un villaggio. Una nuova Terra insediata dagli orchi, che volevano distruggerla perché abitata da troppi “diversi”. Ma gay e lesbiche sconfissero gli orchi, il villaggio fu infine salvo. Questa storia insegna che è importante accettare le persone così come sono”. A scrivere è Rosa. Ha 10 anni, frequenta la VA Elementare all’Istituto Comprensivo Dati in via Settetermini: banchi di scuola in mezzo al nulla, nel rione ghetto del Piano Napoli di Boscoreale, storico e indiscusso feudo della camorra vesuviana. Perciò la storia scritta da Rosa, nonostante un anno di lezioni funestato dal Covid-19, ha un significato ancora più profondo. La ragazzina, insieme ad altri 7 compagni di classe, è stata protagonista di un esperimento a carattere sociale per combattere, a partire dai banchi della scuola con sede nel rione “ghetto”, ogni forma di violenza, discriminazione di genere. Anche di bullismo. Ne è nato un libretto: 8 racconti realizzati dagli alunni, diretti dalla dirigente scolastica Pasqualina Del Sorbo, al termine di un laboratorio di scrittura creativa finanziato con Fondi Pon Campania 2014-2020 (attuatore l’associazione ARS DIAPASON). “Terre di legalità solidale” il titolo del progetto sociale, guidato tra i banchi di scuola al Piano Napoli, terminato il 30 maggio scorso con una giornata di consegna premi a tutti i piccoli partecipanti. Presenti alla cerimonia conclusiva, tra gli altri, il sindaco Antonio Diplomatico, la consigliera comunale Adriana De Falco, le insegnanti. E ancora le tutor curatrici dell’esperimento innovativo a sfondo sociale: la psicoterapeuta torrese Liliana Altobelli, la geologa Anna Improta, la psicologa Alba Tafuto. “Superbruno contro i bulli” è la storia scritta invece da Bruno, che con il solo aiuto della fantasia, nel libretto ideato dagli studenti del Piano Napoli, racconta le gesta di un “supereroe che sfida i bulli in Puglia: dà a tutti una lezione, alla fine i bulli diventano amici delle loro vittime”. Poi c’è ancira spazio per il “Sogno di Miles”. Stavolta a scrivere è Raffaele: “Miles vuole diventare un medico, la sua missione è curare le persone deboli e ammalate. Dopo anni di studi e sacrifici, si laurea. Adesso, Miles è un dottore. Questa storia insegna che ognuno di noi ha un sogno nel cassetto, ma lo realizzi solo se lo vuoi davvero. Solo se lo desideri  fino in fondo”.  “Il laboratorio ha avuto come scopo quello di creare uno spazio di lettura e di ascolto in cui i bambini si sentissero liberi di raccontare i loro sogni, ma anche le loro paure, le loro preoccupazioni” dichiarano le tutor Liliana Altobelli e Alba Tafuto “in questo clima sono emersi i loro racconti, scritti in un periodo particolarmente difficile, quello della pandemia. È emersa la loro voglia di ritornare a partecipare, condividere emozioni e sogni, ritornare finalmente a giocare all’aria aperta”. “Si è dato spazio alle storie di vita dei bambini – commenta invece la direttrice del progetto Anna Improta – lo scopo era quello di inventare racconti con l’ausilio della fantasia”. Entusiasta, infine, la dirigente dell’istituto scolastico II Dati di Boscoreale, che quest’anno lascerà la guida della scuola: “Raccontare le proprie esperienze ha arricchito le capacità di partecipazione degli alunni che con le loro storie hanno “riscritto” un mondo a misura di bambino”.

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