Tangentopoli a Torre Annunziata, l’inchiesta non è finita. Altri politici nel mirino dei pm

Ciro Formisano,  

Tangentopoli a Torre Annunziata, l’inchiesta non è finita. Altri politici nel mirino dei pm

Non è finita qui. Anzi, forse il terremoto giudiziario che fa vibrare le pareti del Comune è appena cominciato. L’arresto dell’ex vicesindaco di Torre Annunziata, Luigi Ammendola, potrebbe essere solo il primo atto dell’inchiesta sulla “parte politica” coinvolta mani e piedi nella Tangentopoli di Fortapàsc. Una certezza più che un’ipotesi. Almeno secondo giudici e inquirenti, come raccontano le pagine del provvedimento cautelare che giovedì mattina ha portato all’arresto dell’ex delegato ai lavori pubblici con l’accusa di induzione indebita. In più passaggi del provvedimento firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torre Annunziata si fa riferimento a un vero e proprio «sistema di corruttela all’interno del Comune di Torre Annunziata». Un sistema «generalizzato e organizzato». Un sistema che può far leva «su altri soggetti all’interno del Comune nonché su altri politici». Soggetti sui quali Ammendola potrebbe contare, ipotizza l’accusa nella richiesta di arresto.  Un passaggio chiave inserito nelle motivazioni poste alla base dell’applicazione della misura cautelare del carcere per Ammendola, recluso da giovedì nel penitenziario militare di Santa Maria Capua Vetere. L’ex vicesindaco, arrestato dalla guardia di finanza di Torre Annunziata, è ritenuto, dagli inquirenti, un tassello di quella «parte politica» a cui era destinata – secondo il Procuratore Nunzio Fragliasso – la tangente che Ariano (ex capo dell’ufficio tecnico in carcere da 5 mesi) ha riscosso, il 28 dicembre scorso, dalle mani dell’imprenditore Vincenzo Supino in cambio di un appalto da 200.000 euro per alcuni lavori di somma urgenza all’interno di diverse scuole comunali. Due mazzette da 5.000 euro l’una che Ariano ha ricevuto da Supino in un incontro alle Sette Scogliere. Mazzette scoperte e sequestrate dalla finanza. Lo stesso imprenditore, sentito qualche giorno dopo dai pm, ha affermato che quella tangente era solo una dazione della mazzetta che avrebbe dovuto consegnare. E che i soldi li avrebbe incassati Ariano ma anche la «parte politica» di cui lui non conosceva i nomi. Ammendola era, per la Procura, la «parte politica». O quanto meno «un componente della parte politica». Parole che lasciano aperta l’ipotesi che l’ex vicesindaco di Torre Annunziata non sia il solo politico invischiato nelle indagini sulla Tangentopoli di Torre Annunziata. Un vortice di tangenti che nemmeno lo scandalo giudiziario più terrificante degli ultimi anni avrebbe fermato. Al punto che inquirenti e giudici non escludono che i protagonisti debbano «incassare altre mazzette per lavori in corso o da poco terminati». E ancora negli atti si parla di «amici e/o complici ancora in libertà e in servizio presso il Comune di Torre Annunziata».      Ipotesi, supposizioni già rilanciate dal tribunale del Riesame che nel negare la scarcerazione di Ariano aveva sottolineato che dalle indagini coordinate dal Procuratore Fragliasso e dall’aggiunto Pierpaolo Filippelli, sarebbe emersa una «serialità delle condotte di indebita induzione».    Insomma, non è finita qui. Lo scandalo che oggi getta ombre inquietanti sul Comune potrebbe allargarsi a macchia d’olio. E nella rete delle indagini rischiano di finire altri personaggi legati alla politica e al Comune di Fortàpasc.

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