Viaggio tra i ristoratori che sfidano la crisi, Tre Arcate di Piano di Sorrento: «Ottimisti per la ripresa»

Salvatore Dare,  

Viaggio tra i ristoratori che sfidano la crisi, Tre Arcate di Piano di Sorrento: «Ottimisti per la ripresa»

I tavoli sono pronti ad accogliere giovani, famiglie e pure qualche turista. Cuochi, inservienti e camerieri non vedono l’ora di mettersi all’opera per servire i clienti già a pranzo. La sala interna è curata nei minimi dettagli. «Abbiamo riacceso i motori e la nostra benzina, a questo punto, è diventata anche la fiducia. Adesso pare davvero giunta l’ora del rilancio seppur non manchino difficoltà per tutto il settore. Ma dobbiamo provarci» spiega Alessandro Russo mentre dà uno sguardo alla vetrina del suo locale. Con passione, impegno e determinazione, l’imprenditore guida il ristorante “Le Tre Arcate” di Piano di Sorrento: siamo in piazza Cota, a una manciata di metri dal municipio. Russo può contare su un rapporto molto saldo con i propri dipendenti (dieci fissi, più stagionali, prima del Covid c’erano 17 lavoratori) e il bagaglio di esperienza pure dello chef Salvatore Accietto, con cui collabora dal 2004. Insomma, un vero e proprio punto di riferimento. «Siamo tornati operativi al cento per cento con il sorriso sulle labbra e con la consapevolezza che di certo la ripresa definitiva non sarà una cosa istantanea – sottolinea Russo – Intanto però già concedere l’opportunità di riaprire i locali è un segnale decisivo. D’altronde, la risposta della clientela è stata moderatamente fiduciosa. Speriamo che nei prossimi giorni possano aumentare i volumi di lavoro per tutti». Ovviamente, per tornare a livelli pre Covid, servirà tempo: «E’ evidente – continua il patron del ristorante – Nelle nostre attività non abbiamo sinora avuto un boom di presenze come invece era accaduto nelle precedenti occasioni in cui abbiamo riaperto dopo un periodo di limitazione dell’attività per la zona rossa. Ci stiamo comunque adattando pian piano con fiducia e impegno consapevoli delle nostre possibilità e qualità». In questi giorni, è chiaro, di turisti stranieri in penisola sorrentina se ne vedono pochi. Si tratta di un elemento che si ripercuote anche sul settore food: «E’ ovvio che la clientela al momento sia prevalentemente locale e italiana – rimarca Russo – La presenza di turisti stranieri è limitata a pochissime unità. Al momento, intendo nell’immediato, appare alquanto chiaro che non ci sono purtroppo grosse prospettive per i flussi internazionali». Eppure, vedere gente che arriva nel ristorante per pranzo e cena è una scena che può spazzare via le preoccupazioni dell’ultimo anno e mezzo. «Il primo lockdown, quello della primavera dell’anno scorso, è stato improvviso e traumatico – racconta l’imprenditore – Quella della chiusura generale era probabilmente l’unica misura da poter attuare. La fase più complicata e dura, e parlo anche per la mia attività di ristorazione, è stata quella dello scorso inverno con l’introduzione della zona rossa in Campania. In particolare le sofferenze sono state assai marcate nei mesi di novembre e dicembre, pure in prossimità delle festività natalizie. Ci trovavamo già in un periodo di bassa stagione, in cui il volume di lavoro e presenze di turisti in penisola sorrentina è sensibilmente inferiore rispetto alla primavera e all’estate. Sono state previste chiusure e restrizioni molto incisive e ciò ha reso molto limitati i margini di manovra pure per le attività di ristorazione. Anche perché, nella cosiddetta seconda ondata di casi Covid 19, era di nuovo altissimo il timore di impennate di contagi». Asporto e consegna a domicilio, in tal senso, hanno rappresentato toppe forse inutili: «E’ stato consentito il delivery ma questa opportunità data ai locali non ci ha permesso in ogni caso di ottenere responsi importanti». Non manca però la convinzione che ora le cose potranno migliorare. «Nell’ambito della ristorazione, rispetto anche alla stagione turistica 2020, si respira comunque un sentimento positivo anche perché la campagna vaccinale anti Covid 19 sta proseguendo con numeri abbastanza alti e questo si ripercuote pure sui mercati e sulla clientela – continua il patron del locale di Piano di Sorrento – Avverto senza dubbio maggiore ottimismo per la ristorazione e per tutte le imprese legate alla nostra filiera. Forse questa è una previsione che non è uguale a quella del settore alberghiero che ha assoluto bisogno di una ripresa costante e importante dei voli internazionali. Vincerà probabilmente ancora una volta il cosiddetto turismo di prossimità. Ci saranno molte famiglie italiane che dopo mesi di chiusure e timori avranno voglia di tornare a fare una vita normale. Per quanto riguarda i turisti stranieri – continua Russo – temo che bisognerà attendere ancora diverse settimane per poter azzardare qualche valutazione dettagliata: credo, almeno è questa la speranza, che tra fine luglio e inizio agosto possa esserci una movimentazione maggiore dall’estero verso l’Italia e in particolare verso la Campania e le sue location turistiche di pregio. Andiamo avanti consapevoli che il peggio è alle spalle. Lavoriamo con la convinzione che ci attende comunque un periodo non facile e che alla luce dell’allentamento delle restrizioni, magari con l’abolizione definitiva del cosiddetto coprifuoco, potremo tornare al meglio a lavorare».

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