Tangentopoli a Torre Annunziata, il sospetto dei pm: altri dipendenti comunali corrotti

Ciro Formisano,  

Tangentopoli a Torre Annunziata, il sospetto dei pm: altri dipendenti comunali corrotti

Non ci sarebbero soltanto altri politici invischiati nello scandalo della Tangentopoli di Torre Annunziata. Ma anche altri dipendenti comunali che avrebbero beneficiato del presunto sistema ritratto negli atti delle due inchieste che da dicembre ad oggi hanno portato all’arresto di Luigi Ammendola e Nunzio Ariano, rispettivamente ex vicesindaco ed ex capo dell’ufficio tecnico comunale.Lo sottolinea anche il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata nell’ultimo provvedimento cautelare che ha portato dietro le sbarre l’ex assessore ai lavori pubblici uscito dalla scena politica proprio dopo l’arresto di Ariano.Sulla scorta degli accertamenti frutto di un “notevole, tenace e sagace sforzo investigativo” di procura e guardia di finanza, nel sistema di “corruttela all’interno del Comune”, scrive il gip, emerge il possibile coinvolgimento di altri soggetti sinora non lambiti dall’eco dello scandalo giudiziario che fa tremare il Comune.Secondo il giudice che ha accolto la richiesta di arresto per Ammendola, dagli indizi raccolti non si può escludere che l’ex vicesindaco sia solo uno dei componenti di quella parte politica che avrebbe beneficiato della tangente. La mazzetta che l’imprenditore Vincenzo Supino ha corrisposto ad Ariano il 28 dicembre scorso.Diecimila euro suddivisi in due mazzette che dovevano rappresentare la prima tranche dell’accordo illecito tra le parti per un affidamento di soldi pubblici da 200mila euro. Denaro relativo a lavori per la messa in sicurezza di alcune scuole cittadine.Ma gli inquirenti si spingono oltre. Arrivando a ipotizzare che se da un lato Ammendola avrebbe potuto dividere la mazzetta con altri politici, dall’altro Ariano avrebbe potuto fare lo stesso con “qualche altro componente dell’ufficio tecnico”, scrive il giudice nel provvedimento.Un sospetto, almeno per ora, sul quale sono comunque in corso approfondimenti investigativi. D’altronde quello svelato dalle indagini sinora potrebbe essere solo il primo tassello della Tangentopoli di Torre Annunziata. Dopo l’arresto di Ariano e l’addio di Ammendola, infatti, la commissione interna ha scoperto e bloccato 8 appalti sospetti. Ed altri 5 bandi sono sotto la lente d’ingrandimento per presunte anomalie procedurali.A rafforzare l’ipotesi che altri dipendenti comunali fossero invischiati nel sistema delle mazzette c’è anche una intercettazione tra Ariano e Ammendola nella quale i due indagati – secondo l’interpretazione degli inquirenti – parlerebbero di un dipendente del Comune che avrebbe imposto a un imprenditore una tangente del 10% su un appalto. E ancora l’ex assessore Lorenzo Diana, che ha lasciato l’incarico qualche giorno fa, in una intervista a Metropolis ha parlato dell’ufficio tecnico come di una “palla al piede” e di un “centro di potere nel quale si deve intervenire”.Sospetti, indizi, suggestioni. Tasselli di un intricato mosaico che finanza e Procura stanno provando a mettere insieme. Anche grazie alle prove raccolte, nel Comune delle ombre e degli scandali, da un dipendente comunale che ha deciso di denunciare tutto, dando il via alle indagini dalle quali sta emergendo la Tangentopoli di Torre Annunziata.

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