La resa del Comune ai vandali, le giostre di Terzigno negate ai bimbi

Andrea Ripa,  

La resa del Comune ai vandali, le giostre di Terzigno negate ai bimbi

Un nastro bianco e rosso da alcuni giorni circonda l’area giochi nella pineta di Terzigno. L’urlo dei bambini che un tempo faceva da eco alle uscite fuori porta della famiglie, ha lasciato spazio al silenzio. E allo scrosciare del vento. Ogni tanto le auto salgono la strada, fino ad arrivare nella zona poco distante dal campo di calcio, ma nessuno più si ferma per far scendere i propri figli per giocare. «Preferiamo andare altrove», il laconico commento di chi da alcuni giorni deve fare i conti con l’ultimo provvedimento adottato dal Comune per via precauzionale. Troppi raid vandalici, connessi all’abbandono di rifiuti, hanno spinto l’Ente di via Gionti a chiudere al pubblico le giostrine dei bambini. Diventate pericolose per la salute dei più piccoli. E da queste parti non è la prima volta che capita. Anche prima della pandemia l’amministrazione comunale, alla luce dei soliti balordi che avevano sfondato le travi di legno e danneggiato gli scivoli, s’era vista costretta a soluzioni drastiche. Quel nastro bianco e rosso apposto dai tecnici del Comune nei giorni scorsi, insieme ai vigili urbani, è una resa ai vandali e alle babygang. L’amministrazione non farà nulla per scoraggiare i raid vandalici, anzi il parco resterà negato ai bambini per chissà quanto tempo. Perché dopo aver sigillato le giostre, impedendo alle famiglie di passare qualche ora di spensieratezza nell’area a nord della città, bisognerà provvedere a mettere in campo altre azioni utili. Dal reperimento di fondi per aggiustare le giostre ammalorate e danneggiate, fino a una serie di controlli e di opere di manutenzione che permettano al Comune di riaprire l’area giochi della pineta alla comunità in tutta sicurezza. Nel mentre passeranno probabilmente mesi, come capitato per l’ultima volta che l’area era stata interdetta al pubblico. Un’occasione persa, l’ennesima, in vista dell’estate e di una lenta ripresa del paese. Che sarebbe passata anche dall’offrire alle famiglie un posto in cui passare del tempo restando in città. «Alla fine quelli penalizzati sono i nostri figli», racconta Teresa. E’ una delle mamme che spesso nei fine settimana accompagnava la figlia di 5 anni sulle giostre nella pineta. Non è l’unica, perché nei weekend, complice l’ampia zona in cui poter fermare l’auto e le giornate più lunghe, l’area giochi di Terzigno era sempre più frequentata. «Porteremo i nostri figli altrove. Terzigno non offre molto», dice ancora la donna. E mentre negli uffici comunali si discute su cosa fare in vista del futuro – poco distante erano in corso anche i lavori del Parco del Vesuvio, pure quelli appaiono fermi da tempo – le famiglie preferiscono altre zone per portare i propri bambini piccoli a giocare sulle giostrine. A Terzigno un copione visto e rivisto troppe volte negli ultimi anni, con l’Ente costretto a rincorrere dopo i raid vandalici. Ma nessuna soluzione concreta è stata mai trovata.

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