Porto, l’ultimo schiaffo ai disastri di Starita: «Torre Annunziata torni nell’Autorità Portuale»

Tiziano Valle,  

Porto, l’ultimo schiaffo ai disastri di Starita: «Torre Annunziata torni nell’Autorità Portuale»

La decisione suicida fu presa dall’allora sindaco Giosué Starita. Torre Annunziata fuori dalla “cornice” dell’Autorità portuale, che progetta lo sviluppo in maniera coordinata dei più grandi scali campani. Una scelta politica scellerata, diremmo funesta per la città, dettata dalla volontà di gestire in proprio finanziamenti e affari commerciali all’interno dell’area portuale. Il risultato è stato uno sfracello strategico che ha giovato solo alle aziende che da anni detengono il monopolio di tutte le attività commerciali nel porto di Torre Annunziata. Ma il futuro potrebbe cambiare e c’è una speranza in fondo al tunnel dentro il quale l’ex sindaco Giosué Starita aveva infilato il futuro. Ieri, nella sede dell’Autorità portuale di Napoli, il presidente Andrea Annunziata ha aperto le porte ai rappresentanti dell’Associazione Ingegneri di Torre Annunziata che è scesa in trincea nei giorni in cui a Palazzo Criscuolo si discute dell’approvazione del Puc (Piano Urbanistico Comunale), uno strumento vecchio di oltre mezzo secolo che va riadattato alle esigenze di oggi e a quelle di domani, che dovrà dare una svolta radicale al territorio, aprirlo alla risorsa mare e alla naturale vocazione turistica. L’incontro nasce all’indomani del dibattito avviato da Metropolis sullo sviluppo futuro della fascia di costa dell’area Vesuviana. Proprio al nostro giornale il presidente Annunziata aveva ribadito la ferma volontà di considerare centrale quest’area per lo sviluppo dell’intera progettualità campana. Accanto a quell’intervista c’era il grido d’allarme del presidente emerito dell’associazione degli Ingegneri torresi, Michele Di Lorenzo, che senza mezzi termini aveva condannato le scelte passate dell’amministrazione Starita e aveva chiarito che la città si trova a un bivio storico tra “rinascita” e “morte”. «L’unico modo per salvare Torre Annunziata è restituirle la risorsa mare che negli ultimi decenni le è stata inopinatamente scippata». Insomma, è tempo che il porto diventi una risorsa della città e non uno strumento nelle mani di pochi. Che arricchisca la comunità e non solo gli imprenditori che lo gestiscono come fosse un feudo. «Siamo davanti a un appuntamento con la storia, questa è l’ultima occasione per la città – dice Michele Di Lorenzo – Sessant’anni fa, dalla control room che si trova fuori da Torre Annunziata, ci hanno imposto un piano urbanistico intercomunale che c’impediva di guardare verso Pompei e Castellammare. Ogni anno, da decenni, ci facciamo sotto il naso 3-4 milioni di turisti attraverso l’autostrada, senza riuscire a intercettare quel flusso, pur avendo risorse naturali per accoglierle». Il riferimento al mare e a quel porto che secondo Di Lorenzo: «Oggi è il più brutto del mondo». Per questo motivo l’Associazione Ingegneri di Torre Annunziata ha voluto incontrare il presidente dell’Autorità Portuale, Andrea Annunziata: «Ci saremmo accontentati di un minimo spiraglio e invece si è aperta un’autostrada – dice Di Lorenzo – Annunziata è una persona lungimirante, ci ha spiegato che gli indicatori post-pandemici prevedono incrementi del traffico turistico che Napoli e Salerno non possono più reggere. E anche Castellammare farebbe fatica, considerando che finora non ha intrapreso iniziative strategiche per realizzare un polo crocieristico adeguato».Secondo gli ingegneri c’è un’occasione storica per Torre Annunziata e adesso tocca all’amministrazione comunale fare la sua parte: «Bisogna ragionare su uno sviluppo a vantaggio della collettività e non più dei singoli – dice Michele Di Lorenzo – Abbiamo proposto una modifica al Puc molto semplice: via le cisterne, silos abbattuti, muri e cancellate eliminate per creare un’unica grande piazza dove sviluppare la naturale vocazione turistica della nostra città». Anche se adesso l’addio alla giunta dell’assessore Stefania Caiazzo che aveva avviato il tavolo di confronto potrebbe rallentare nuovamente questa ipotesi.

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