Racket al bar di Torre del Greco, cadono le accuse: scarcerati i due indagati

Alberto Dortucci,  

Racket al bar di Torre del Greco, cadono le accuse: scarcerati i due indagati
Via Litoranea a Torre del Greco

Torre del Greco. Il castello accusatorio costruito dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli non «regge» davanti al tribunale del Riesame: scarcerati Massimo Sarpone – 46 anni, originario dell’hinterland di Napoli e «trapiantato» in via Comizi – e Danilo Leone, accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso al titolare di un noto bar di via Litoranea. L’ottava sezione del tribunale del Riesame – presidente Antonio Pepe – ha annullato, accogliendo le argomentazioni del collegio difensivo formato dall’avvocato Antonio Cirillo e dall’avvocato Francesco Maria Morelli, l’ordinanza di custodia cautelare firmata a fine maggio e restituito la libertà ai due indagati rimasti dietro le sbarre del carcere per due settimane. Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate entro 45 giorni, quando sarà noto il nuovo quadro indiziario a carico dei due incensurati.

Inchiesta lunga 10 mesi

Gli arresti erano stati eseguiti dai carabinieri della caserma Dante Iovino a fine maggio, al termine di un’inchiesta lunga 10 mesi. Le indagini erano scattate a luglio del 2020, quando gli uomini in divisa guidati dal capitano Andrea Leacche raccolsero il grido d’allarme lanciato dall’imprenditore del litorale cittadino. Finito – secondo la denuncia agli atti del fascicolo aperto dalla Dda di Napoli – al centro delle «attenzioni» di una coppia di presunti aguzzini, pronti a imporre il pagamento del pizzo. E davanti alle «resistenze» dell’imprenditore, i due incensurati non avrebbero esitato a sistemare una tanica di benzina sul bancone del locale: «Adesso paga o diamo fuoco a tutto», il messaggio dal sapore dell’ultimatum. Una minaccia, neanche particolarmente velata, davanti a cui il proprietario dell’attività commerciale non si era piegato. Anzi, l’uomo si era presentato ai carabinieri della caserma Dante Iovino per raccontare il suo calvario. Così, al termine degli accertamenti del caso, erano scattate le manette. Pesantissime le accuse a carico degli indagati: tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Il colpo di scena

I magistrati del tribunale del Riesame di Napoli hanno annullato l’ordinanza, accogliendo la tesi difensiva secondo cui Massimo Sarpone e Danilo Leone avrebbero fatto visita al bar per discutere un vecchio debito di 6.000 euro. I due indagati sono stati scarcerati e potranno aspettare a piede libero gli sviluppi giudiziari della vicenda.

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