La passerella sul Vesuvio a Terzigno nasce tra sprechi, raid vandalici e ritardi

Andrea Ripa,  

La passerella sul Vesuvio a Terzigno nasce tra sprechi, raid vandalici e ritardi

I cumuli di rifiuti spostati dopo settimane potrebbero non essere gli unici sotto il terreno della pineta della Piana Tonda di Terzigno, i pali di legno divelti e distrutti dopo essere stati piazzati dall’azienda incaricata dal Parco del Vesuvio sono diventati in poco tempo il simbolo di uno spreco che rischia di concretizzarsi in uno dei pochi polmoni verdi della città. Sul sentiero naturale che dovrebbe nascere nella zona alta di Terzigno – poco distante dal museo intitolato a Emblema e immerso nella pineta che ogni estate s’affolla di gente – le squadre di operai non si vedono da settimane. Anzi, l’unica cosa che si scorge tra la vegetazione cresciuta alta proprio lungo il percorso della passerella sono i raid vandalici degli ultimi giorni. Alcuni dei pali sono stati divelti, altri ancora danneggiati. Episodi che fanno al paio con quelli verificatisi poco distante, dove il parco giochi dei bambini – sempre in zona della pineta – è stato chiuso al pubblico a causa dei numerosi danneggiamenti alle giostre. Il nuovo sentiero – opera che rientra nel masterplan del Grande progetto Vesuvio – costa alle casse del Parco Nazionale oltre ottocentomila euro. Il progetto avviato ha l’obiettivo di realizzare un sentiero che presenti una fruibilità idonea anche alle persone che presentano ridotte capacità motorie e visive. E’ stato previsto il ripristino dell’originario percorso attraverso il rifacimento di una pedana in legno, oltre alla riqualificazione ed integrazione di opere in ingegneria naturalistica finalizzate alla delimitazione del tracciato, alla stabilizzazione dei versanti e alla regimentazione delle acque meteoriche. Peccato che nelle ultime settimane le squadre di operai che per mesi hanno lavorato – in primis alla rimozione dei rifiuti e poi all’installazione dei paletti per lo scheletro della passerella – non si vedano più. Lasciando campo libero ai vandali che hanno danneggiato parte della struttura. Contribuendo a rallentare ancor di più la consegna del lotto alla comunità. Una vicenda che nei giorni scorsi ha interessato anche i consiglieri comunali di minoranza di Terzigno che hanno chiesto ai vertici dell’amministrazione comunale di farsi carico di chiedere delucidazioni al Parco Nazionale del Vesuvio sull’improvviso stop delle opere. «Siamo un Comune dove il controllo dei lavori pubblici diventa un’attività supplementare invece di essere una priorità. In pineta si verificano continui scempi. Poi si parla di turismo e di sviluppo, ma non siamo in grado di garantire nulla alle generazioni del futuro», l’affondo di Francesco Nappo.

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