Omicidio a Torre Annunziata, sequestrato il maxi-parcheggio degli Scaramella

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Omicidio a Torre Annunziata, sequestrato il maxi-parcheggio degli Scaramella

Un parcheggio completamente abusivo. Un’area di sosta senza uno straccio di autorizzazione grazie alla quale venivano incassati oltre centomila euro all’anno. Uno schiaffo alla legalità dopo quella sedia piazzata su un posto auto ai bordi della carreggiata di via IV Novembre. Dopo l’omicidio di Maurizio Cerrato, l’uomo assassinato il 19 aprile scorso per aver difeso sua figlia. Quel parcheggio abusivo scoperto e sequestrato ieri da carabinieri e vigili urbani apparteneva proprio ai familiari delle presunte belve. Ai parenti di Giorgio e Domenico Scaramella, in carcere da fine aprile con l’accusa di omicidio volontario.

Il sequestro

E più precisamente, a gestire il parcheggio, sarebbe stato il padre di Giorgio e Domenico Scarammella. A portare a galla l’affare che permetteva alla famiglia di intascare ogni anno centinaia di migliaia di euro sono stati i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata in collaborazione con gli agenti del comando della polizia municipale. Il blitz è scattato ieri mattina dopo le otto. I militari dell’Arma hanno fatto irruzione nel parcheggio di via Mazzini e hanno apposto i sigilli alla struttura fuorilegge. L’area sequestrata è un parcheggio di 2.000 metri quadrati, con disponibilità per 150 posti auto, con annessi box e tettoie abusive. Un’attività che secondo gli investigatori veniva «esercitata in difetto di qualsivoglia titolo autorizzativo». Abusivi ma ricchi. Perché quel parcheggio, sostengono le forze dell’ordine, garantiva agli Scaramella un giro d’affari quantificabile in circa 150.000 euro all’anno, tra pedaggi orari e abbonamenti concessi senza alcuna attestazione fiscale. Il proprietario dell’area è stato denunciato. Ma il parcheggio non è l’unico business irregolare messo insieme dai familiari delle presunte belve. Gli Scaramella, infatti, gestivano anche due chioschi per la vendita di fiori su un territorio di proprietà comunale a ridosso del cimitero. Il tutto, ovviamente, senza alcun titolo e senza autorizzazioni.

Le indagini

Un blitz che ha colpito al cuore le economie di quella famiglia, finita al centro delle pagine di cronaca per la terribile storia dell’omicidio di Maurizio Cerrato. Un delitto per il quale sono in carcere 3 persone (oltre ai due Scaramella anche Antonio Cirillo). Anche se all’appello manca un quarto indagato, tutt’ora a piede libero e ritenuto vicino agli altri sospettati già finiti in carcere. Sarebbero stati loro – secondo la Procura di Torre Annunziata – a immobilizzare il povero Cerrato, colpendolo al petto con una coltellata, come ha raccontato la figlia della vittima. E in queste ore gli inquirenti sono a caccia di altre prove per incastrare i responsabili del delitto.

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