Sorrento, il Comune sull’ex sindaco Fiorentino: «Era incandidabile». Il paradosso che rischia di provocare nuove elezioni

Salvatore Dare,  

Sorrento, il Comune sull’ex sindaco Fiorentino: «Era incandidabile». Il paradosso che rischia di provocare nuove elezioni

Anche il Comune di Sorrento chiede al Tribunale di Torre Annunziata di respingere il ricorso dell’ex sindaco Marco Fiorentino, già ritenuto incandidabile. E dunque sostiene una decisione, quella della commissione elettorale, che potrebbe spedire a casa l’attuale amministrazione visto che il Tar, in separato giudizio, si è già detto pronto ad annullare le Comunali 2020 se i giudici di Torre Annunziata dovessero confermare l’esclusione di Fiorentino. Il procedimento sull’incandidabilità dell’ex sindaco è in corso. Fiorentino contesta la sua mancata proclamazione in consiglio comunale: alle elezioni 2020, l’ex sindaco ha ottenuto i voti necessari per occupare uno scranno in aula, ma la commissione elettorale l’ha ritenuto incandidabile. Decisiva la sentenza definitiva su Fiorentino giunta al termine del processo sulla tragedia del primo maggio 2007 quando il crollo di una gru causò la morte di due donne, Claudia Fattorusso Morelli e Teresa Reale. L’ex sindaco fu accusato di omicidio colposo. La posizione oggi assunta dal Comune nel contenzioso aperto da Fiorentino assume un’importanza cruciale nella telenovela politico-giudiziaria che potrebbe portare all’annullamento delle Amministrative 2020 vinte dall’attuale sindaco Massimo Coppola. In parallelo al giudizio che si sta celebrando al Tribunale di Torre Annunziata, esiste un secondo procedimento. E’ quello nato dall’istanza di alcuni parenti delle vittime della tragedia che hanno investito il Tar della Campania della querelle elezioni. La loro tesi è nota: ritenuto Fiorentino incandidabile, le elezioni risultano essere viziate. Tra coloro che sostengono questa considerazione c’è il dottor Bruno Morelli il quale muove perplessità non solo sull’intera consultazione elettorale ma anche su taluni procedimenti condotti dallo stesso Comune già prima delle scorse elezioni. Tra le ulteriori contestazioni, emerge il fatto che nella passata consiliatura, a gennaio 2019, l’ex sindaco sia stato fatto decadere dalla carica di consigliere non per l’incandidabilità – in teoria già sussistente da tempo, ovvero da quando è intervenuta la sentenza definitiva di Fiorentino – ma per un’altra circostanza, cioè un’incompatibilità dovuta al mancato pagamento di 108mila euro che Fiorentino avrebbe dovuto restituire al Comune. Motivo di quella decadenza? Nel 2011, il Comune anticipò la somma di circa 600mila euro a titolo di provvisionale nei confronti delle parti lese del processo. I 108mila euro rappresentavano la quota dovuta dall’ex primo cittadino imputato per omicidio colposo: una volta ritenuto il debito liquido ed esigibile, l’amministrazione cercò di riscuotere la somma da Fiorentino e contestò l’incompatibilità. Ma al di là di ciò, pesa l’ordinanza con cui il Tar ha “congelato” il giudizio sul ricorso con cui si chiedono nuove elezioni. Nel provvedimento, il Tribunale amministrativo motiva la sospensione del procedimento perché non vi è ancora una decisione in sede ordinaria sull’incandidabilità di Fiorentino. In ogni caso, il Tar ha già precisato che qualora Fiorentino venisse riconosciuto anche in questa sede incandidabile, ci sarà l’annullamento delle elezioni. La posizione crea discussioni: il Comune difende la mancata proclamazione di Fiorentino e blinda un provvedimento che può far cadere la sua giunta.

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