Effetto virus a Torre del Greco, fuga dalle tasse: buco da 15 milioni nelle casse del Comune

Alberto Dortucci,  

Effetto virus a Torre del Greco, fuga dalle tasse: buco da 15 milioni nelle casse del Comune
Il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco. L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 apre un buco da 15 milioni nelle casse del municipio. In attesa degli effetti «a lungo termine» della pandemia, l’ente di palazzo Baronale deve fronteggiare le conseguenze immediate di lockdown e restrizioni: una «fuga dalle tasse» capace di fare schizzare alle stelle la percentuale di evasori, con inevitabili conseguenze sul bilancio comunale. La voragine finanziaria provocata dal virus arrivato dalla Cina è emersa in sede di approvazione del rendiconto di gestione del 2020: «C’è un “rosso” da 15 milioni alla voce entrate per i mancati incassi dei tributi locali», l’allarme lanciato durante la discussione in aula. Un’assoluta novità per l’ente di palazzo Baronale, tra i pochi della provincia di Napoli con i «conti a posto» e una percentuale di evasione relativamente bassa. Ora costretto – luce della seconda ondata di inizio 2021 – a correre subito ai ripari.

Il salasso Tari

A recitare la «parte del leone» sul fronte degli ammanchi è il capitolo relativo alla tassa sulla raccolta dei rifiuti, i cui costi complessivi per il 2020 erano stati stimati intorno ai 14 milioni. Una somma record – finita in varie occasioni al centro di polemiche e proteste legate a doppio filo alla «qualità» dell’igiene urbana all’ombra del Vesuvio – ma rimasta tale solo sulla carta. Perché, al 31 dicembre del 2020, l’ente di palazzo Baronale aveva contabilizzato la miseria di tre milioni e mezzo di euro: in pratica uno «scoperto» leggermente inferiore agli 11 milioni. Le cause della «fuga dalle tasse» sono facilmente individuabili nell’emergenza sanitaria vissuta a partire da fine febbraio fino a dicembre, con la sola «tregua» dell’estate. Non a caso, a pesare come un macigno sul conto finale dei mancati incassi, sono proprio i tributi delle attività commerciali: «Il primo pensiero va a chi è stato maggiormente penalizzato dalle restrizioni, come i proprietari di ristoranti e bar – evidenziano dall’ufficio tributi del Comune – Ma gli effetti della pandemia sono stati rilevanti anche palestre, scuole parificate e una lunga serie di negozi: il fondo di 350.000 euro arrivato a giugno dal governo per le riduzioni è stato irrisorio, con inevitabili conseguenze». Ovvero, la stragrande maggioranza dei commercianti ha deciso di non pagare, in attesa degli eventi. E lo stesso scenario si potrebbe profilare per il 2021, quando la macchina del «recupero crediti» dovrebbe tuttavia già essere abbondantemente in funzione.

Imu e tributi minori

Sostanzialmente ridotti, invece, i «danni» sulla tassa per gli immobili. Per il 2018 e il 2019 la copertura dell’Imu rispetto alle previsioni si era attestata intorno al 95%, mentre nell’anno nero del Covid sono entrati nelle casse del Comune circa 10,2 milioni di euro a fronte di una previsione di 11,2 milioni. Ovvero, superiore al 90%. Completamente azzerati, invece, gli incassi legati all’occupazione del suolo pubblico: un tributo minore praticamente cancellato dalla «concessioni» decise dall’ente di palazzo Baronale per provare a fare uscire bar e ristoratori dal tunnel della crisi. Con la speranza di gettare le basi per il recupero dei crediti rimasti in sospeso.

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