Reddito di cittadinanza, boom di assegni in provincia di Napoli: 500mila assegni per non lavorare

Vincenzo Lamberti,  

Reddito di cittadinanza, boom di assegni in provincia di Napoli: 500mila assegni per non lavorare

I numeri fanno impressione e confermano, qualora non fosse stato sufficiente, che l’economia italiana e quella del Sud in particolare vivono un gravissimo momento di stasi. Quello nel quale sono tanti a preferire il reddito di cittadinanza rispetto alla possibilità di lavorare. Un  sussidio, sia chiaro, che in pandemia ha attutito con efficacia la tensione sociale dettata dalla crisi economica. I numeri della Campania sono incredibili. L’Inps che li ha diffusi afferma che in Campania le famiglie che a maggio hanno percepito il reddito o la pensione di cittadinanza sono state oltre 275.000, un numero che sfiora quello dell’intero Nord (281.786). E’ quanto emerge dalle tabelle appena pubblicate dall’Inps sul reddito di cittadinanza secondo le quale le persone coinvolte in Campania dal beneficio sono 716.000 mentre l’importo per famiglia medio è di 623 euro. Al Nord le persone coinvolte in 281.786 famiglie sono 557.500. L’importo medio per ogni nucleo è di 479 euro. Nel Sud e nelle Isole le famiglie titolari a maggio della misura di contrasto alla povertà sono 818.603 per 1.960.220 persone coinvolte. Dunque una sola Regione, secondo i calcoli dell’istituto di previdenza sociale, ha messo insieme i fondi che nel Settentrione arrivano a ben 7 regioni. E se si analizzano le cifre dei singoli comuni la situazione appare evidente nella sua complessità. In provincia di Napoli, ad esempio, tra pensione di cittadinanza e reddito sono poco meno di 500mila le persone beneficiarie. Mentre i nuclei familiari arrivano a toccare quota 171mila. Nella provincia di Salerno, invece, poco meno di 83mila le persone interessate, mentre sono poco meno di 35mila i nuclei familiari. Casi specifici clamorosi, come evidenziato già da lungo tempo quello di Torre Annunziata dove un cittadino su 4 è destinatario di un sussidio, o Castellammare dove, invece, la media cala a uno su sei. Medie alte anche per Torre del Greco, uno su otto, e sui comuni dell’area vesuviana dove spicca il caso di Boscoreale. A maggio le famiglie che hanno ricevuto il reddito di cittadinanza sono state 1,3 milioni per 2,92 milioni di persone coinvolte: il dato diffuso dall’Inps nell’Osservatorio sul Reddito e la pensione di cittadinanza conferma la concentrazione della misura di contrasto alla povertà nel Sud e nelle Isole con 818.000 famiglie beneficiariee il 63% di nuclei totali. L’Inps ha diffuso anche i dati sul Reddito di emergenza segnalando che sono 483.000 le famiglie che hanno ricevuto almeno una rata del Rem prevista dal decreto sostegni (marzo, aprile e maggio) mentre nei giorni scorsi ha fatto sapere che per questa prestazione sono arrivate quasi un milione di domande. Dal primo al 31 luglio potranno essere presentate le richieste per le quattro mensilità previste dal decreto Sostegni bis (da giugno a settembre). Nei primi cinque mesi del 2021 le famiglie che hanno ottenuto almeno una mensilità del Reddito o della pensione di cittadinanza sono state 1,6 milioni per quasi 3,63 milioni di persone coinvolte. A maggio i nuclei percettori di Reddito di cittadinanza (Rdc) sono stati 1,18 milioni con un importo medio mensile di 583 euro, mentre i percettori di Pensione di cittadinanza (Pdc) sono stati 125.000 con un importo medio di 263 euro. L’importo medio erogato per le due prestazioni è più alto al Sud e nelle Isole (586,31 euro a fronte dei 551,84 medi in Italia) rispetto al Nord (479,73). Le famiglie campane destinatarie del sussidio ricevono in media 623 euro. Rispetto a maggio 2020 le famiglie beneficiarie della misura di contrasto alla povertà sono cresciute del 16%. Le famiglie con minori che hanno il reddito sono 426.708 per 1.589.792 persone coinvolte e un importo medio di 669 euro.Sono molte di più le famiglie con un solo componente che hanno il beneficio (570.859) con un importo medio di 447 euro. L’Inps ha diffuso anche i dati sul precariato segnalando a marzo un miglioramento del saldo annualizzato: nel mese la differenza tra le posizioni di lavoro in essere alla fine di marzo rispetto al valore analogo alla medesima data dell’anno precedente è tornata positiva per 191.000 unità (ma il confronto era con il mese di inizio del lockdown). Se si guarda invece ai primi tre mesi la variazione netta dei posti di lavoro (assunzioni meno cessazioni) e’ stata positiva per 271.000 posti.

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